30 gennaio 2014 |

Matrimonio civile, tutto quello che c’è da sapere

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Il matrimonio civile sta diventando una scelta sempre più diffusa in Italia. Ma che cosa bisogna fare quando si decide di sposarsi con un rito civile o anche detto “Matrimonio in Comune”? Ecco l’iter da seguire:

La prima cosa da fare è recarvi all’Ufficio Unioni Civili situato presso il Municipio muniti di documenti di identità. In quella sede non viene necessariamente richiesta la data del matrimonio ma, entro 30 giorni da quel momento bisognerà ritornare al Comune, per le così dette pubblicazioni ovvero la Promessa di matrimonio.

Sostanzialmente si tratta di firmare e compilare un documento di autocertificazione con tutti i vostri dati personali (identità, nascita, residenza ecc…) e richiedere il secondo appuntamento per la Promessa, giorno in cui dichiarerete di volervi sposare liberamente. Per il giorno della Promessa bisognerà preparare la copia integrale dell’atto di nascita che richiederete al proprio Comune di nascita.

Le pubblicazioni restano affisse per 8 giorni consecutivi presso i reciproci Comuni di residenza e contengono le generalità e il luogo in cui verrà celebrato il matrimonio. Terminato il periodo dell’affissione, si riceve il nulla osta per sposarsi che ha una durata massima di 180 giorni scaduti i quali sarà necessario rifare l’iter burocratico.

NB. In alcuni casi, può essere richiesta documentazione più dettagliata in caso di:

  • uno o entrambi gli sposi siano vedovi
  • uno o entrambi gli sposi siano minori di almeno 16 anni di età
  • uno o entrambi gli sposi siano divorziati
  • uno o entrambi gli sposi siano stranieri appartenenti all’Unione Europea
  • uno o entrambi gli sposi siano stranieri non appartenenti all’Unione Europea

Celebrazione e officiante

In Italia il matrimonio civile viene celebrato da un Ufficiale dello Stato civile (officiante).

In realtà, in Italia E’ CONSENTITO sposare 2 persone a qualunque cittadino italiano maggiorenne che non sia consanguineo dei nubendi. Volendo, è dunque possibile farsi sposare da un proprio amico o amica ma non da cugini o parenti di alcun grado. Questa persona, dal canto suo, dovrà recarsi presso il Municipio per chiedere le veci dell’Ufficiale di Stato. Altresì gli verrà dato da imparare alcune formule tratte dal Codice Civile che dovrà leggere durante il rito.

La così detta Location del matrimonio civile

In Italia ci si sposa civilmente presso il Comune o, meglio, la casa comunale del proprio Comune di residenza o di altro Comune, qualora ne venga fatta richiesta.

Data la crescente domanda di “location” diverse dai Municipi veri e propri, ogni Comune si è attrezzato per spostare la cerimonia in luoghi più suggestivi come castelli, borghi diroccati, parti di città ecc. In moltissimi casi, sono i Municipi stessi a indirizzare gli sposi verso queste location. Spesso gli sposi potranno sbizzarrirsi abbastanza con gli addobbi floreali che preferiscono grazie alla moderna organizzazione del rito civile.

I testimoni?

I testimoni, che dovranno avere con sé un documento di identità valido, dichiareranno le loro generalità e si siederanno ai posti che l’ufficiale di stato civile gli indicherà. La legge consente di avere solo un testimone a testa ma, moltissime volte, per ragioni affettive o simboliche gli sposi ne scelgono 2-3per ciascuno, lasciando la formalità della firma sul registro solo a uno dei due.

In che cosa consiste il rito?

Spesso, il nostro immaginario ci impedisce di pensare ad un rito matrimoniale diverso da quello religioso cui siamo da sempre abituati. Come noto, quest’ultimo dura anche un bel po’ di tempo e, soprattutto quello cattolico, richiede vari passaggi prima di arrivare alla famosa formula “vuoi tu…?”.
Il rito civile, al contrario, è davvero breve anche se talvolta, sono concesse deroghe alla lettura degli articoli Codice Civile che sono i seguenti:

art.143 c.c. ‘Diritti e doveri reciproci dei coniugi’: ‘Con il matrimonio il marito e la moglie acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri (Cost. artt. 29, 30).

Dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia’.)

art.144 c.c.’Indirizzo della vita familiare e residenza della famiglia’: ‘I coniugi concordano tra loro l’indirizzo della vita familiare e fissano la residenza della famiglia secondo le esigenze di entrambi e quelle preminenti della famiglia stessa. A ciascuno spetta il potere di attuare l’indirizzo concordato’.)

art.147 c.c. ‘Doveri verso i figli‘: ‘Il matrimonio impone ad ambedue i coniugi l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole tenendo conto delle capacità, dell’inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli).

Alla fine della breve elencazione e dopo che entrambi gli sposi avranno risposto, ci sarà la dichiarazione di unione e verrà effettuato lo scambio delle fedi nuziali. A proposito, gli anelli sono facoltativi!

L’officiante darà quindi lettura dell’atto matrimoniale, in cui verrà inoltre dichiarato il regime patrimoniale scelto dagli sposi (comunione o separazione dei beni).

Seguirà la firma dei registri da parte degli sposi e dei loro testimoni.

La cerimonia si concluderà con un breve discorso di auguri da parte dell’officiante a seguito del quale possono prevedersi interventi dei testimoni o dei parenti più stretti.

Il rito vero e proprio è, tuttavia, una lettura di 10-15 minuti.

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