Tampone faringeo per bambini: attenzione alla tamponite

L’uso “auto-prescritto” del tampone faringeo per bambini rischia, ogni anno, di diventare una moda. Le conseguenze di questa tendenza a fare esami di salute, come il tampone faringeo, senza che ce ne siano le condizioni cliniche o la necessità sono, tuttavia, molto pericolose e fuorvianti sia per la salute, sia per … le tasche!

E’ bene, infatti, riflettere sul fatto che fare un tampone faringeo così per farlo, su indicazioni di una “moda di massa” può avere effetti collaterali importanti. In particolare, una percentuale di circa 10-20 % di bambini “sani” può avere una positività per lo streptococco, ovvero, esistono i “portatori sani” di streptococco piogene che non necessitano in genere di trattamento antibiotico. Ma questo il tampone faringeo auto-prescritto non può dirlo!

Quando usare il tampone faringeo, dunque, senza incorrere nel rischio di “tamponite acuta”, ovvero di inutile uso di questo strumento di autodiagnosi?

Il tampone faringeo va effettuato solo in presenza di sintomi come febbre e/o mal di gola. Un prelievo del sangue va effettuato solo se si sospetta una malattia reumatica in quanto il TASL non è segno precoce di infezione streptococcica, e un TAS isolato, anche se elevato, ha scarso significato.

Il tampone faringeo, inoltre, NON VA FATTO A TAPPETO (per esempio a tutta una classe) ma solo a chi presenta una sintomatologia clinica. E’ un esame che serve per decidere, in presenza di sintomi quali mal di gola, febbre, e altro se dare l’antibiotico o meno. Lo streptococco piogene che si cerca con il tampone è responsabile di circa il 30% dei casi di mal di gola.

Che succede se si fa il tampone nonostante non ci siano queste evidenze cliniche?

Provo a spiegarlo in poche righe: ogni esame ha falsi negativi (esame negativo e paziente malato) e falsi positivi (esame positivo e paziente sano). Solo la correlazione tra dati clinici (valutati dal medico) e la positività o meno del tampone permette di decidere. Quello che accade quando non si sanno leggere correttamente i dati è semplice: si sbaglia la terapia, a parte il fastidio a cui si sottopone inutilmente il bambino.

Per non parlare del fatto che si contribuisce al mercato farmaceutico degli esami inutili. L’elenco di questi ultimi (e l’inutile è spesso dannoso) è lunghissimo: dai test alternativi per le allergie a screening casalinghi per la celiachia.

Per approfondire questo e altri argomenti, vi consigliamo di leggere:

http://www.ferrandoalberto.blogspot.it

Lettura consigliata: “Come crescere mio figlio

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