E’ una malattia molto comune che nella maggior parte dei casi passa da sola senza conseguenze gravi, ma se contratta durante la gravidanza può essere causa di gravi malformazioni fetali. Scopriamo insieme tutto quel che c’è da sapere sulla rosolia in gravidanza.
La rosolia è una malattia esantematica causata da un virus, noto come rubeovirus, che si trasmette attraverso le goccioline disperse dalle secrezioni respiratorie del soggetto infetto. La trasmissione di tale virus può avvenire da 10 giorni prima dell’eruzione esantematica fino ai 15 giorni dopo l’inizio dell’infezione, ma in realtà dopo l’introduzione del vaccino, alla fine degli anni ’60, i casi di rosolia si sono drasticamente ridotti.
Tra i sintomi più comuni febbre lieve, rossore e irritazione della pelle dovuta all’eruzione cutanea, e ingrossamento delle ghiandole dietro il collo. I casi di complicazioni gravi sono molto rari, in pratica un caso ogni cinquemila di encefalite, e 1 ogni tremila di trombocitopenia.
Una malattia dunque molto comune e molto diffusa i cui sintomi ed effetti collaterali nella maggior parte dei casi vanno via nel giro di poche settimane, ma la rosolia se contratta da una donna durante il periodo della gestazione può avere delle conseguenze, anche molto gravi, sul feto. Se la paziente ha già contratto la rosolia ne è immune, ma nel caso in cui non si abbia la certezza di averla avuta, sarà opportuno sottoporsi al Rubeo Test rigorosamente prima dell’inizio della gravidanza.
Se una donna incinta viene contagiata dal virus della rosolia, il feto potrebbe sviluppare la sindrome della rosolia congenita, con conseguenze particolarmente dannose: ritardo di crescita, malformazioni al cuore, ritardo mentale, cecità, sordità, problemi a fegato, milza e midollo osseo. In caso di infezione il virus viene trasmesso al feto attraverso la placenta, ma in generale dalla dodicesima alla ventottesima settimana grazie all’azione protettiva della placenta è più raro contrarre l’infezione, maggiormente a rischio, invece il periodo precedente.
Non esiste alcuna terapia specifica, nè alcuna possibilità di prevenire la trasmissione materno-fetale del virus in caso di infezione durante la gravidanza. L’unica arma efficace contro l’eventualità di un contagio rimane il vaccino, efficace per la prevenzione della rosolia. Quindi una volta effettuato il Rubeo Test, e verificato che la paziente non abbia mai contratto la malattia, sarà necessario sottoporsi al vaccino e attendere almeno 6 mesi prima di provare a concepire un figlio.
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