I cambiamenti sociali che nell’ultimo ventennio hanno riguardato gli abitanti del nostro Paese, specialmente i fenomeni migratori, hanno trasformato la popolazione italiana, rendendola più multietnica. Di conseguenza anche le scuole sono sempre più multietniche e da ciò sono derivati una serie di stimoli e difficoltà sia per gli alunni sia per insegnati e genitori.
Quali sono le difficoltà della scuola multietnica?
Riuscire a vedere la multiculturalità come un’occasione di miglioramento non è facile per nessuno di noi. In generale, infatti, la storia ci insegna che i fenomeni migratori e le multietnie indotte comportano un miglioramento di abitudini e coesione solo sul lungo periodo.
A scuola, in particolare, si affrontano specifiche difficoltà legate all’impatto di culture differenti che hanno a che fare soprattutto con la lingua e la mentalità differente di cui i bambini sono portatori. Di conseguenza, gli educatori chiamati a gestire classi con bambini di diverse culture fanno fatica a trovare una linea educativa comune a tutte le etnie presenti in una stessa classe.
Inoltre, i bambini hanno difficoltà specifiche di integrazione causate spesso dalla lingua o dai diversi tempi di apprendimento, non tanto per differenze intellettive che, come ovvio, non ci sono, ma per differenze di abitudini familiari che poi vanno ad impattare sulla scuola.
Bisogna dire, tuttavia, che i bambini raramente incontrano difficoltà di integrazione e di interazione tra di loro in quanto hanno, per loro fortuna, un linguaggio comune che è il gioco. Piuttosto, quando i bambini incontrano difficoltà specifiche legate alla multietnia nelle scuole, è perchè sono spesso stati “spaventati” dai racconti di quegli adulti che vedono spesso la differenza di etnia come un problema e non come una opportunità di crescita. C’è anche da dire che il bilinguismo è solo per certi versi un vantaggio e pertanto, all’inizio, la presenza di più lingue in classe o a casa può spaventare.
Quali sono gli stimoli della scuola multietnica?
Visto quanto premesso, si può dire che la scuola multietnica è più difficile da gestire dal punto di vista educativo (si pensi ad un insegnante che ha bambini che chiacchierano tra di loro in arabo e non riesce a comprenderli) ma è anche più stimolante.
Nuove mentalità, culture, religioni e giochi possono solo apportare beneficio ai bambini delle scuole multietniche. Ad esempio, la multiculturalità può indurre allo sforzo di cercare un linguaggio e una lingua comune per potersi capire. Essa può stimolare a conoscere le usanze, la cucina, la moda, le fiabe e la religione degli altri bambini: bambini africani, pakistani, russi, cinesi o arabi sono una fonte di crescita non indifferente anche per i bambini italiani!
Basti pensare ai molti casi di bambini stranieri adottivi che sono una continua fonte di scoperta anche per la famiglia di affido, la quale deve poter conoscere alcuni dettagli della cultura di provenienza del figlio per poterne comprendere appieno le peculiarità
La multiculturalità nelle scuole, quindi, va vista e vissuta nella giusta maniera e di certo, a tale scopo, occorrono interpreti, mediatori culturali e buone regole che non mettano gli insegnati in situazioni difficili o impossibili da gestire, pena l’esplosione del caos e della confusione.
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