Fimosi nei bambini: l’intervento pediatrico come e quando

La Fimosi è un anomalo restringimento dell’anello prepuziale, tale da interferire con lo scorrimento del prepuzio stesso sul glande che di conseguenza crea la impossibilità di scoprire completamente la parte anteriore del pene.

Sono descritti 3 gradi di fimosi:

  1. Impossibilità all’esposizione del meato (rara)
  2. Esposizione parziale del glande (la più frequente)
  3. Esposizione totale del glande con stenosi del corpo del pene (molto rara)

La maggior parte dei bambini nasce quindi con il “il pisello chiuso”.
Questa situazione che rientra nella normalità alla nascita, richiede successivamente di essere modificata. Il glande deve poter essere scoperto per due motivazioni, l’una igienica, legata all’impossibilità di lavare la parte, l’altra per la futura funzione sessuale, legata alla difficoltà di scorrimento del prepuzio.

Alcune religioni, o anche abitudini, prevalentemente anglosassoni, prevedono la circoncisione in epoca neonatale, un’operazione che consiste nel tagliare e asportare il prepuzio (o parte di esso), consentendo al glande di essere sempre scoperto.

Per quanto riguarda la realtà italiana, in cui non si pratica di routine la circoncisione ai neonati, si può raggiungere nella maggior parte dei casi, lo stesso obiettivo, cioè la scopertura del glande, con semplici e delicate manovre.

Queste manovre devono essere compito del medico!!!

Come procedere?

Io vi espongo come procedo personalmente e come me fanno anche molti colleghi:

Intorno al 3° mese di vita del bambino (in occasione cioè della 2a visita di controllo) inizio a scollare delicatamente il prepuzio, usando una pomata anestetica e avendo avuto cura di far preparare la parte dalla mamma con l’applicazione preventiva per circa un mese di una pomata ed un unguento al cortisone.

La manovra deve essere delicata e non violenta e limitata e non totale. In altre parole: non bisogna cioè scoprire al primo colpo tutto il glande oltretutto con violenza. A meno che la parte attaccata sia veramente minima.

Fatto il primo scollamento, ho bisogno della collaborazione della mamma che deve ripetere tutti i giorni la stessa operazione. Deve cioè tirare giù la pellicina fino al punto in cui sono arrivato e lavare la parte scoperta con acqua e sapone (in genere in occasione dell’abituale quotidiano bagnetto). Non deve forzare ulteriormente! Se non si forza, il bambino non prova nessun dolore.

In realtà questo rito di apertura deve essere iniziato non il giorno dopo lo scollamento, ma due giorni dopo. Esso deve essere praticato poi tutti i giorni, per motivi igienici ed anche perché si corre il rischio che il prepuzio ritorni ad aderire. (Sarebbe stato un lavoro inutile e un inutile trauma per il bambino).

Qualche volta nelle ore immediatamente successive alla prima “operazione”, improvvisamente, il bambino si mette a piangere, ciò è dovuto al fatto che quando fa la pipì, sente bruciore. Il pianto è però di breve durata. Rarissimamente si può avere un arrossamento ed un gonfiore della parte che passa con piccoli impacchi freddi e la applicazione di una pomata cortisone-antibiotica. In questo caso è però necessario consultare il medico.

A una successiva visita di controllo se il glande non si scopre completamente, procedo ad un ulteriore scollamento. La mamma dovrà poi continuare le sue manovre giornaliere di apertura e lavaggio. In genere in tre volte riesco a scoprire completamente il glande. Quando è completamente aperto sarà facile eseguire un corretto lavaggio.

Fimosi: macchie biancastre

Qualche volta sotto la pelle del prepuzio non ancora aperto, è possibile vedere in trasparenza delle macchie biancastre. Si tratta di accumulo di secrezioni bianche che fuoriescono alla successiva apertura. La presenza di questa secrezioni biancastre impressiona molto le mamme, ma in realtà è un fatto normale che oltretutto facilita la risoluzione della fimosi.

E’ importante iniziare questa operazione piuttosto precocemente (come ho detto intorno al 3° mese) in modo da concludere il tutto intorno ai 7/8 mesi prima cioè che il bambino cominci a rendersi conto di cosa gli stia succedendo e quindi ne rimanga traumatizzato e non voglia più farsi toccare (e quindi lavare).

Fine prima puntata.

Articolo tratto dal libro Il bambino Felice del Prof. Giuseppe Ferrari

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