Bambini ansiosi: spesso è colpa di genitori iperprotettivi

L’ansia è un malessere dei tempi moderni, e anche se apparentemente i nostri bambini vivono una vita serena, molto spesso vengono torturati da ansie e paure che spesso non confidano neppure ai genitori. Anche bambini molto piccoli possono patire gli effetti collaterali di un’ansia che in realtà non riescono neppure a percepire come tale, e cari genitori, ne soffrono anche i bambini più felici.

Secondo le stime più recenti negli ultimi anni il numero di bambini e adolescenti che manifestano disturbi d’ansia si è incrementato in modo talmente serio, da diventare una problematica sociale. L’ansia diventa molto scontata e prevedibile a una certa età, ma anche bambini molto piccoli possono soffrirne, nonostante sia un malessere molto più comune in età adolescenziale.

Cause dell’ansia nei bambini

L’ansia, senza farla troppo lunga, è un effetto collaterale dell’età moderna, dei ritmi frenetici, delle famiglie allargate, tutti fattori che i bambini, seppur in maniera differente, somatizzano con effetti collaterali: dal più comune pianto disperato isterico a crisi notturne, piccoli attacchi di panico, palpitazioni e persino incubi e vertigini. Anche un’inaspettata pipì a letto potrebbe essere uno dei sintomi di questo malessere, specialmente se il bambino ha un’età in cui ormai episodi di questo genere sono stati superati.

Ma secondo gli ultimi studi una delle cause principali sarebbe l’eccessivo atteggiamento iper-protettivo dei genitori nei confronti dei figli. Utilizzando un termine coniato dagli inglesi, questa figura di genitori molto protettivo e apprensivo, viene definita “helicopter parenting”, perché esattamente come un elicottero veglia dall’alto sulla vita del proprio bambino, cercando di addolcire sempre la pillola e di eliminare ogni possibile fonte di negatività nella vita del proprio figlio. Un genitore apprensivo che genera un sentimento ansioso anche nei confronti di bambini che ormai non sono più in grado di affrontare le piccole sfide da soli, e quando vengono costretti dalle circostanze, sviluppano paura, ansia e persino angoscia

Secondo gli esiti di uno studio australiano, i bambini le cui mamme erano presenti e disponibili ad aiutarli anche nelle mansioni più semplici, dimostravano un certo livello di ansia che in generale soffoca l’autonomia e lede l’autostima del piccolo. L’atteggiamento protettivo della madre dovrebbe scattare solo quando ve ne sia realmente necessità. Ogni bambino deve crescere e deve cominciare a cavarsela da solo, anche se il genitore può controllarlo e supportarlo rendendosi più invisibile possibile. Viceversa il bambino si troverà in difficoltà non appena non avrà la sua mamma iper-protettiva a fianco, e così si spiegano anche molti degli approcci traumatici dei bambini alla scuola dell’infanzia. Né troppo né troppo poco, anche nel rapporto con un figlio bisogna trovare la giusta via di mezzo.

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