09 Gennaio 2019 |

Bambini a rischio ludopatia, i campanelli d’allarme e cosa fare

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“Bambini a rischio ludopatia” può sembrare a molti genitori una frase inverosimile, ma psicologi ed educatori confermano che questo è un fenomeno reale e in continua crescita. Che sia per trovare una fuga dalla vita reale oppure per avere una somma di denaro propria, sempre più bambini sono affetti da ludopatia.

Ludopatia: significato

I bambini a rischio ludopatia sono molti, soprattutto quelli che già dalla tenera età hanno la possibilità di usare in autonomia smartphone e tablet, basta infatti incappare in pubblicità attraenti mentre si sta guardando un cartone animato oppure mentre si cercano informazioni per una ricerca. Il problema risiede nel fatto che questi possano cadere nella trappola, iniziare a giocare e diventare dipendenti, magari inserendo di nascosto i dati della carta dei genitori. Attratti dalle animazioni e dai suoni del gioco, questi vengono spinti a giocare sempre di più, senza accorgersi che il gioco stesso scandisce la loro giornata. Non parliamo quindi solo di scommesse sportive o di gioco d’azzardo online, ma anche dei ragazzi dipendenti da video giochi che non richiedono l’uso di denaro: un gioco alla play station può infatti essere nocivo tanto quanto una puntata nei centri scommesse. I bambini e gli adolescenti sono vulnerabili, quindi il passaggio dalla dipendenza al gioco online al gioco d’azzardo vero e proprio è molto facile.

Bambini e ludopatia: dati alla mano

Secondo un articolo pubblicato dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, i bambini a rischio ludopatia sono molti più di quanto si pensi. Il 14% dei ragazzi in età adolescente scommette infatti online, il 13% addirittura gioca d’azzardo mentre il 25% va abitualmente in centri scommesse, anche se questi sono vietati ai minori di 18 anni. Non si parla poi solo di adolescenti ma anche di veri e propri bambini in pre-adolescenza, infatti secondo un’indagine condotta su un campione di bambini dagli 11 ai 13 anni circa il 7% ha giocato almeno una volta d’azzardo su siti web e il 54% invece ha acquistato un gratta e vinci. Per quanto riguarda invece la percentuale di giovani legati alla dipendenza dai video giochi, secondo uno studio condotto dal Centro Studi Minori e Media, il 58,5% degli studenti gioca una volta al giorno, il 20,5% due volte. Infine è emerso che uno studente su quattro gioca da una alle tre ore al giorno.

Ludopatia nei bambini, i sintomi

I segnali che un bambino possa diventare con il tempo un ludopatico vero e proprio sono diversi e non devono di certo essere trascurati dai genitori. Ecco i sintomi più comuni:

  • Mentire: se il ragazzo inizia a mentire su dove e come passa il suo tempo libero, questo può essere il primo campanello di allarme. Sono pochi i ragazzi che ammettono di giocare a giochi online per soldi oppure di fare scommesse;
  • Spende la sua paghetta velocemente: se dopo un giorno da quando gli viene consegnata la paghetta il bambino non ha più denaro a disposizione è molto probabile che lo spenda in giochi d’azzardo o che lo usi perfino per ripagare i suoi debiti di gioco;
  • Abbandona sport e amici: se il ragazzo vuole improvvisamente smettere di praticare il suo sport preferito ed esce sempre di meno con i suoi amici ci potrebbe essere dietro una dipendenza da gioco che lo porta ad isolarsi;
  • Comincia ad andare male a scuola: essere affetto da ludopatia vuol dire spendere gran parte del tempo libero, e spesso anche di quello scolastico, nel gioco. È normale quindi che la sua attenzione sia rivolta ad altro invece che allo studio.

Dipendenza da videogiochi, sintomi

Bisogna poi fare una distinzione tra i sintomi legati al gioco d’azzardo e alle scommesse e quelli legati alla dipendenza dai videogiochi. Questi infatti possono non contemplare l’uso di denaro ma essere comunque nocivi poichè creano una dipendenza nel bambino. Questi sono i sintomi più comuni per i bambini a rischio ludopatia:

  • Passa più di un ora al giorno davanti allo schermo: in questo caso il ragazzo ha contratto una vera e propria dipendenza, tanto da stare seduto nella stessa posizione e con lo stesso strumento in mano per tanto tempo;
  • Tende ad addormentarsi: se il ragazzo ha sempre sonno sia a scuola che a casa è probabilmente perché anche di notte preferisce giocare piuttosto che dormire;
  • È irascibile quando non può giocare: se il bambino inizia a strillare e arrabbiarsi per cose futili, il suo comportamento può derivare da un’alienazione che esso ha acquisito attraverso il gioco. Il bambino infatti conosce ora solo le regole semplici e divertenti del videogames e non accetta quelle quotidiane imposte dai genitori;
  • Cerca di procurarsi nuovi videogiochi ogni volta che può: probabilmente il ragazzo è attratto dal gioco in ogni sua forma e vuole quindi giocare ancora e ancora in situazioni diverse e con personaggi differenti;
  • Presenta sintomi come mal di testa, mal di schiena e occhi arrossati: tenere una posizione scorretta per molte ore può essere veramente fastidioso e malsano per il nostro corpo. Questo avviene soprattutto quando si gioca per molte ore ad un videogioco.

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