28 Dicembre 2018 |

Bambini con ADHD a scuola, le strategie per aiutarli

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Come intervenire sui bambini con ADHD a scuola? Vediamo il parere degli esperti.


I problemi dell’attenzione e l’iperattività sono tra le difficoltà che maggiormente coinvolgono insegnanti, genitori e psicologi dell’età evolutiva. I segnali più evidenti di questi problemi sono:

  • la difficoltà a controllare i propri comportamenti motori
  • l’elevata distraibilità
  • l’impulsività

Molti comportamenti problematici dell’alunno che una volta venivano attribuiti a “disturbo caratteriale” o addirittura a “cattiva volontà” si sono rivelati la conseguenza di una sindrome specifica riconosciuta come categoria diagnostica, a cui è stato dato il nome di Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD).

Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività è un disturbo caratterizzato da inattenzione e iperattività e la sua presenza è associata a difficoltà sul piano sia comportamentale che scolastico, come difficoltà a rimanere concentrati sul compito, a ritardare le risposte, nelle relazione con i coetanei, a completare le consegne e scarso rendimento.

Bambini con ADHD a scuola, che fare?

Con un tasso di prevalenza del 3%-5%, è pressoché inevitabile che un insegnate nel corso della sua carriera si trovi presto o tardi a lavorare con un alunno questo disturbo ed è quindi opportuno che conosca gli interventi che possono ridurre efficacemente alcuni dei problemi che esso implica.

Gli interventi realizzati a scuola per gestire i sintomi del disturbo ADHD sono generalmente individualizzati e richiedono un tempo specifico.

Certamente gli interventi individualizzati sono efficaci, ma domandare ad un insegnate curricolare di riservargli una porzione del tempo disponibile può essere poco oneroso e poco pratico e comunque sottrae risorse alla disponibilità per l’intera classe. Ecco perchè si tende oggi ad intervenire sull’intera classe o con l’intera classe per aiutare anche solo un bambino con disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività.

Bambini con ADHD a scuola, le strategie per aiutarli

Gli interventi volti all’intera classe possono essere una valida alternativa rispetto a quelli fortemente individualizzati e presentano diversi vantaggi anche sugli altri alunni. Inoltre, questi interventi di classe per aiutare i bambini con ADHD a scuola evitano anche di stigmatizzare il bambino che ne è affetto.

In particolare, le strategie per aiutare i bambini con ADHD a scuola possono essere divisi in:

  • Interventi comportamentali
  • Interventi curriculari

I primi vanno ad interessare le manifestazioni comportamentali del disturbo (ad esempio la difficoltà del bambino di rimanere seduto al suo posto), mentre i secondi affrontano le difficoltà prettamente scolastiche che hanno i bambini con ADHD a scuola.

Interventi comportamentali

Tra gli interventi comportamentali sono stati individuati i seguenti:

  • Formulare le regole in termini positivi
  • Indicare chiaramente aspettative e linee guida
  • Identificare rinforzi e punizioni
  • Decidere quando e come monitorare il comportamento sbagliato
  • Definire i comportamenti appropriati/inappropriati

Interventi curriculari

Diverse sono le strategie per aiutare i bambini con ADHD a scuola a livello curriculare. Tra questi sono stati individuati:

  • Il tutoring che consiste nel formare coppie di alunni e scambiare i ruoli dei due allievi
  • Integrare l’insegnamento con l’uso di software didattici
  • Personalizzare i compiti in base al bisogno dell’alunno

Secondo Russell Barkley, esperto internazionale di ADHD che svolge da più di quarant’anni attività clinica con migliaia di studenti, insegnanti e scuole, occorre per creare risorse e metodologie operative efficaci da usare con bambini e adolescenti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività.
Questo studioso, in particolare, ha individuato gli strumenti più risolutivi da adottare in ogni differente contesto di classe per valutare correttamente i comportamenti problematici, usare le ricompense per potenziare i comportamenti positivi, migliorare l’ autoconsapevolezza e, infine, pianificare le attività scolastiche al meglio.

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