13 luglio 2018 |

5 modi per spiegare ai bambini la parità di genere

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E’ importante insegnare ai bambini la parità di genere, ma come si fa? Ecco alcuni modi e “tecniche” da usare in casa e nel mondo per trasmettere il principio della parità di genere.

Volendo partire dalle basi, potremmo dire che la parità di genere, nella nostra società, è ancora “poco praticata” e accettata. Per quanto grossi passi avanti siano stati fatti nella direzione della parità di genere, in famiglia così come nelle realtà educative, pochi sono ancora gli atti concreti che conducono a vivere in una società fondata sulla parità di genere.

E, questo è bene sottolinearlo, non solo a discapito delle donne, notoriamente conosciute come sesso debole. Infatti, tra i primi modi per spiegare la parità di genere ai bambini c’è proprio quello di trasmettere che essa fa bene a tutti.

D’altra parte, il bambino non nasce con una qualche consapevolezza di chi sia inferiore o superiore a seconda del sesso: siamo noi a trasmetterglielo sin dai primi istanti di vita. Ma andiamo per gradi e vediamo come spiegare ai bambini la parità di genere.

Metodo dei colori

Uno dei metodi intuitivi per spiegare la parità di genere di genere ai bambini è quello di far colorare loro le sagome dei maschietti e delle femminucce nei classici colori, celeste e rosa, che connotano il sesso.

Una volta che avranno finito, insegnategli a colorarli tutti dello stesso colore e a togliere qualsiasi connotazione di genere (gonna, pantaloni…). Dopo chiedete loro di colorare ogni sagoma con i colori desiderati e indipendentemente dal fatto che siano maschietti e femminucce. Ora potete spiegare loro che i bambini, e le persone tutte, sotto ad un aspetto esterno sono tutte uguali e, allo stesso tempo, differenti ma non per genere sessuale ma per la loro unicità e bellezza.

Metodo del gioco di ruolo invertito

Potete fare il classico gioco di ruolo in cui, però, ogni bambino o bambina sarò, a turno, tanto infermiera quanto pompiere, tanto poliziotto quanto ballerina: il senso del gioco sarà quello di trasmettere in modo pratico e ludico che ognuno di noi, indipendentemente dal sesso di nascita, può diventare ciò che vuole ed è ciò che è, senza discriminazioni di sesso, razza o religione.

E se invece del Principe Azzurro ci fosse una Principessa Azzurra? E se fosse lei a salvare lui? Vivrebbero felici e contenti ugualmente?

Pulizie in casa

Questo è certamente il primo posto dove si fa tutto tranne che trasmettere la parità di genere ai bambini: la casa.

Qui, infatti, le femminucce aiutano la mamma a lavare i piatti e i maschietti vanno con il papà allo stadio. Perchè non far fare entrambe le attività ad entrambi i bambini? I maschietti possono lavare i piatti con le femminucce che, a loro volta, possono andare allo stadio con i maschietti. Attenzione: la mamma e papà sono i primi che si scambiano i ruoli in casa, altrimenti sarà tutto inutile: papà può e deve fare il bucato, mentre la mamma taglia l’erba del prato. La parità di genere, d’altra parte, deve essere prima una nostra convinzione, pena l’inefficacia del nostro intervento educativo.

Parità di genere significa “parità”, non uguaglianza assoluta

I maschi e le femmine sono diversi quindi non bisogna renderli uguali, non sarebbe saggio. Ma essi sono alla pari: in casa, nella società, al lavoro. Un buon modo per spiegare la parità di genere, in questo senso, è dare ai bambini sempre gli stessi strumenti, diritti e doveri. La stessa paghetta, gli stessi orari di entrata ed uscita da casa, le stesse precauzioni sessuali in adolescenza, le stesse regole di rispetto (“non è concesso” o viceversa “è concesso” a tutti di fare qualcosa, non solo perchè si è maschi o si è femmine). Frasi del tipo “sei donna, non puoi avere il motorino” sono da evitarsi categoricamente, così come “sei uomo e dovrai mantenere la famiglia”.

La parità di genere, infine, non va confusa con l’identità sessuale. Il sesso e la sessualità, infatti, sono due cose diverse. I bambini , almeno fino ad una certa età, se ne infischiano, passateci il termine, della sessualità propriamente detta. A loro interessa solo il gioco, indipendentemente dal sesso. Evitate categoricamente, pertanto, di “giocare ai fidanzatini”, a “mamma e papà”, “dottore e infermiera”. Lasciate che siano loro a decidere che cosa vogliono fare e con quali giochi giocare, se vestirsi con le gonne o con i pantaloni, con il due pezzi o con i soli slip. Infine, dite ai maschietti di trattare bene le femminucce, di proteggerle e rispettarle. Poi dite la stessa cosa alle femminucce nei confronti dei maschietti.

Cinzia Rampino

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