29 giugno 2018 |

Pensiero computazionale dei bambini, come svilupparlo già dalla scuola dell’infanzia

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pensiero computazionale

Il pensiero computazionale dei bambini è una strategia di pensiero chiara, logica e operativa utile per per risolvere problemi, anche quotidiani, in modo personale e creativo.

I bimbi possono sviluppare a pieno il pensiero computazionale fin dalla tenera età, anche attraverso il coding, strategia che aiuta i più piccoli a pensare meglio, stimolando la loro curiosità attraverso quello che apparentemente può sembrare solo un gioco.

Si sente sempre di più parlare di questo approccio, tanto che molti si chiedono come sviluppare il pensiero computazionale già dalla scuola dell’infanzia, in età pre-scolare, aiutando a formare il pensiero sequenziale e procedurale per introdurre i bambini alla programmazione.

Ad esempio, quando i bimbi hanno dai 3 ai 5 anni, si possono organizzare delle situazioni che presuppongano la risoluzione di problemi pratici da sciogliere attraverso una sequenza di azioni. Mantenere in ordine lo spazio giochi o la stanza, mettendo contenitori specifici per ordinare gli oggetti divisi per categoria, può essere un ottimo esercizio. Alla fine, poi, si può formalizzare su un cartellone i passaggi che sono stati decisi insieme per rinforzare il concetto sequenziale.

In questa fase è bello utilizzare una tecnica di coding in unplugged, ovvero senza strumentazione tecnologica, magari legata ad attività psicomotoria con birilli, cerchi e corde. L’aspetto laboratoriale dello sviluppo del pensiero computazionale crea una divertente e utile forma di apprendimento attivo.

Intorno ai 5 anni, invece, si può praticare un’attività di coding basata sull’interpretazione di sequenze di istruzioni elementari. Il gioco CodyRoby, per esempio, prevede la presenza di un bambino, Cody, che dà istruzioni, e di Roby, un altro bambino che esegue le indicazioni di Cody. L’obiettivo di Cody è far muovere Roby su una scacchiera attraverso tre comandi molto precisi e semplici. Il gioco si evolve con il progredire dell’età dei bambini, aumentando sempre il grado di difficoltà.

Solo dai 6 anni in su è consigliabile passare al coding vero e proprio avvicinando i bimbi alla programmazione attraverso un approccio ludico e adatto all’età. Sono numerose le piattaforme e le iniziative che consentono di esercitarsi con il coding, come Code.org, Scratch e Codeacademy.com.

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Claudia S.

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