14 maggio 2018 |

6 cose da sapere sull’ittero neonatale

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Le cose da sapere sull’ittero neonatale sono tante ed è bene che le mamme ne facciano tesoro. L’ittero è una condizione molto frequente nei piccoli, dal momento che – si stima – colpisce circa il 60% dei bambini. In questi casi il sintomo più evidente è la particolare colorazione che assume la pelle e la sclera (la parte bianca dell’occhio): entrambe, infatti, assumono una colorazione giallastra. Ovviamente, però, i sintomi dell’ittero neonatale sono anche altri. Ma quali sono le altre cose che le mamme devono sapere su questa patologia? Saperne di più aiuta anche a prevenire e curare questa malattia tanto diffusa tra i bimbi.

Le cause dell’ittero nei neonati

Ma cos’è l’ittero nei neonati? E quali fattori favoriscono la sua comparsa? I sintomi dell’ittero nei neonati possono dipendere da svariate cause. A favorirne la comparsa è, anzitutto, il parto prematuro. L’80% dei piccoli nati prima delle 37 settimane, infatti, sviluppano questa patologia senza che vi siano altre cause particolari a determinarla. Negli altri casi, invece, ad esserne colpiti sono il 60% dei bambini perché, ad esempio, il cordone ombelicale non è stato tagliato immediatamente dopo il parto oppure perché la madre soffriva di diabete gestazionale durante la gravidanza. Ad ogni modo, l’ittero neonatale è dovuto ad un aumento della quantità di bilirubina circolante nel sangue che, in caso di ittero, supera i 3 milligrammi per decilitro.

Esiste anche l’ittero da latte materno

C’è di più. In alcuni casi si parla anche di “ittero da latte materno” quando il piccolo viene allattato al seno della madre. Il latte materno, infatti, può contenere una sostanza che fa aumentare il riassorbimento di bilirubina dall’intestino. Inoltre ci sono casi in cui, nei primi giorni di vita, il bimbo allattato al seno mangia poco e cala molto di peso. Ebbene, anche tale condizione induce la formazione di una maggiore quantità di bilirubina. In questo caso, però, il problema si risolve non appena i bambini iniziano ad assumere una sufficiente quantità di latte materno.

L’ittero nei neonati è spesso fisiologico

Non tutte le mamme sanno che l’ittero nei neonati è spesso fisiologico e non richiede una cura particolare. Questa condizione, infatti, compare dopo le prime 24 ore di vita, raggiunge la massima intensità tra i 3 e i 5 giorni di vita nel neonato e i valori della bilirubina nel sangue non superano mai i 12-13 mg per decilitro. Insomma, in questo caso si tratta di una condizione comune alla nascita che poi non avrà conseguenze particolari sulla vita futura del nascituro.

L’ittero nei neonati può essere patologico

L’ittero nei neonati è fisiologico quando non ha una patologia sottostante a determinarlo e quindi non necessita di cure particolari. E’ patologico, invece, quando è la spia di un’altra malattia che lo determina. In questi casi i livelli di bilirubina nel sangue superano spesso i 15 mg per decilitro; tale tipo di ittero necessita di un trattamento e di una cura particolare.

Quanto dura l’ittero nei neonati

L’ittero neonatale dura in genere pochi giorni. L’ittero fisiologico, infatti, scompare da solo senza bisogno di cure particolari entro una settimana, dieci giorni al massimo. L’ittero patologico, invece, può durare di più a seconda della patologia che ne è alla base. In questi casi solitamente dura intorno ai 20 giorni, qualora i sintomi della malattia vengano tempestivamente riconosciuti e trattati.

I rimedi per l’ittero nei neonati

I rimedi per l’ittero nei neonati sono diversi. Nel caso di ittero fisiologico, questo tende a scomparire spontaneamente nel giro di pochi giorni. Per l’ittero patologico, invece, le cure sono diverse a seconda dei casi. Se a determinarlo sono delle infezioni, ad esempio, sarà necessario somministrare al piccolo alcuni farmaci specifici. In altri casi potrebbe rendersi necessaria la fototerapia, cioè l’emissione da una lampada di un particolare fascio luminoso blu che aiuta la degradazione della bilirubina, che quindi viene smaltita più facilmente. Ad ogni modo, solo il pediatra può dare direttive utili in merito, quindi consultatelo alla comparsa dei primi sintomi!

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