13 aprile 2018 |

Mutismo selettivo nei bambini, cos’è e come riconoscerlo

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Avete mai sentito parlare di mutismo selettivo nei bambini? È un problema comune durante la prima infanzia che può creare disagi e problemi emotivi. Ecco tutto quello che c’è da sapere e come comportarsi con un bambino che ne soffre.

Avete mai sentito parlare di mutismo selettivo? È un disturbo d’ansia ancora poco conosciuto che colpisce i bambini e che si caratterizza per l’incapacità di parlare in alcuni contesti e momenti specifici e in assenza di disturbi di linguaggio. In breve si tratta di un problema psico-emotivo che crea un disagio quando il bambino si trova in un contesto extra familiare. Cerchiamo di capire meglio cos’è e come riconoscere il mutismo selettivo nei bambini.

Quali sono le cause del mutismo selettivo nei bambini

Il mutismo selettivo è un disturbo che in alcuni bambini può manifestarsi tra i tre e i quattro anni, ma può comparire anche molto più tardi, in età scolare. I bambini che ne sono affetti in realtà non hanno alcun problema di linguaggio, ma hanno difficoltà a parlare al di fuori del contesto familiare o con estranei, per cui tendono spesso a comunicare attraverso la gestualità e in generale con i movimenti corporei. Secondo i ricercatori, le cause del mutismo selettivo andrebbero ricercate sul piano emotivo e psicologico, che sono poi le variabili in grado di influenzare lo sviluppo. Tra le cause vere e proprie del mutismo selettivo possono esserci traumi, violenze e disagi vari vissuti dai bambini molto piccoli, ma gli studiosi ipotizzano anche che il mutismo possa dipendere dall’incapacità di parlare in certe situazioni per via di ansia o vergogna.

Mutismo selettivo: cosa fare?

Il mutismo selettivo è un disagio per il bambino e lo diventa ancora di più quando la necessità di comunicare a gesti non viene compresa dall’interlocutore. Cosa fare con i bambini che soffrono di mutismo selettivo? Il genitore o un adulto non dovrebbe mai spingerlo a parlare: forzarlo in questi casi significa inibirlo ancora di più e metterlo inutilmente a disagio. In realtà il compito di un genitore è quello di cercare di creare un ambiente rilassante in cui il bimbo possa sentirsi a suo agio anche a conversare. Niente rimproveri o punizioni e neppure minacce o promesse di premi: questi espedienti servono a ben poco. Nel caso in cui gli episodi di mutismo selettivo si manifestino in classe sarebbe il caso di collaborare con il personale scolastico per mettere il bambino a proprio agio.

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