28 febbraio 2018 |

Pollachiuria psicogena: quando al bambino scappa sempre la pipì

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A vostro figlio scappa sempre la pipì? Potrebbe trattarsi di Pollachiuria psicogena. Il pediatra ci spiega di che cosa si tratta.

Praticamente senza nessun chiaro motivo il vostro bambino può iniziare a fare pipì molte volte al giorno, anche ogni 5 – 10 minuti, o meno, mentre durante la notte dorme tranquillo e soprattutto senza alcuna interruzione.

Fa la pipì a casa e arrivati in auto la vuole fare di nuovo! A volte ne fa una certa quantità, altre volte si arrabbia perché non riesce a farla.

Non allarmatevi troppo e chiedete consiglio al vostro pediatra, che vi suggerirà alcuni esami di base per escludere qualsiasi altro tipo di patologia.

Basteranno un semplice esame delle urine e eventualmente una urinocoltura che se risultassero negativi ci sarebbero una diagnosi: si tratta di pollachiuria, letteralmente “urinare spesso”.

Va ricordato in ogni modo che la pollachiuria del bambino non è accompagnata da sintomi come dolore e bruciore.

Recenti studi hanno evidenziato che la pollachiuria si manifesta con una frequenza pressoché identica nel sesso femminile e maschile, più comunemente nei bambini in età prescolare, e nei primi anni di scuola, ma si sono riscontrati casi sino ai 12, 15 anni.

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Che cosa fare con la pollachiuria psicogena dei bambini?

Una volta stabilito che questa predisposizione temporanea alle molte pipì non è sostenuta da cause organiche, bisogna prendere in considerazione le condizioni ansiogene che hanno potuto agire come fattori precipitanti.

In questo caso non bisogna farsi troppe domande sul perché: molto spesso la famiglia non fa nulla di sbagliato. La crescita, tuttavia, è di per sé una situazione stressante, che pone il bambino di fronte a problemi per noi banali e invece per lui scogli da affrontare.

A volte per i genitori è difficile stabilire quale evento abbia agito. Spesso si tratta di notizie e spettacoli televisivi che il bambino ha captato in modo abnorme, escludendoli poi dal proprio ricordo. Ma frequentemente la causa scatenante è il timore della morte propria o di un familiare, oppure l’avere vissuto un incidente automobilistico, un intervento chirurgico subito da un genitore o il divorzio.

Soprattutto, nei bambini più sensibili, sono sufficienti eventi anche meno stressanti: per esempio cambiamenti vari (abitazione, camere da letto, insegnanti, ecc.) e inizio di scuola. Proprio parlandone con il pediatra e il bambino i genitori possono arrivare alla soluzione del problema. Certamente è inutile esasperare la situazione: la pollachiuria è un sintomo di natura assolutamente benigna ed autolimitantesi, ossia che si risolve senza nessun intervento terapeutico in qualche settimana (se si ignora).

Persistesse, si può pensare a forme di immaturità del controllo vescicale, nelle quali la tenuta dell’urina è assicurata al prezzo di manovre di sostegno perineale (contrazione della muscolatura intorno ai genitali, pressione manuale, “balletti o saltelli”); in queste situazioni spesso c’è difficoltà a controllare l’inizio e la fine della minzione (cioè, l’atto dell’urinare), nonché la tendenza a perdere gocce di urina; inoltre, un altro segno tipico è la sensazione di “urgenza”, cioè l’avvertire lo stimolo ad urinare non come senso di pienezza vescicale (addominale, quindi), ma come stimolo uretrale (esterno).

Il disturbo può essere minimo e destinato a risolversi con la crescita, ma se persistesse può essere consigliabile una valutazione urologica pediatrica.

Intanto che fare?

Ignorare, coccolare, assecondare, rassicurare. Non sgridare né minacciare. E in auto? Un vasino o una bottiglia se non volete fermarvi ogni 100 metri.

Per saperne di più, visita il blog del Dott. Ferrando

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