05 febbraio 2018 |

4 buoni consigli per scegliere una babysitter in ottica Montessori

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Trovate che il metodo Montessori sia rivoluzionario e lo avete scelto per i vostri figli? Allora ecco 4 buoni consigli per scegliere una babysitter in ottica Montessori, che continui a stimolare i bambini nell’autoapprendimento esattamente come fate voi.

Avete deciso di voler educare i vostri figli secondo il metodo Montessori? Allora dovreste scegliere una tata o una babysitter che abbia lo stesso approccio, specialmente considerato che sarà una delle persone con cui i vostri figli passeranno gran parte del loro tempo quando non sono a scuola. A tal proposito ci sembra opportuno fornirvi alcuni buoni consigli per scegliere una babyisitter in ottica Montessori.

Scegliere una babysitter con le caratteristiche giuste

Una babysitter interessata al metodo Montessori dovrebbe essere gentile, comprensiva e rispettosa dei tempi e delle esigenze del bambino. Il compito di questa persona sarà quello di facilitare certi passaggi e certe attività alle quali però il bimbo deve arrivare indipendente dagli stimoli. La spintarella nella giusta direzione può andare bene ma il resto del lavoro per raggiungere il traguardo dovrà farlo il piccolo.

Valutare il modo in cui la babysitter comunica con il bambino

La babysitter dovrebbe trovare la giusta chiave di volta per stimolare l’apprendimento ma senza sostituirsi agli insegnanti ed evitando che il bambino rischi di percepire la babysitter come tale. È necessario che la figura che vi sostituirà a casa quando non potete essere presenti sappia comunicare con i bambini in modo positivo anche nelle situazioni difficili, cercando di spiegare di volta in volta eventuali errori con parole dolci, rassicurandoli e confortandoli anche quando i bambini combinano qualche guaio.  Deve quindi gestire i momenti di gioco ma anche le liti tra fratelli.

Educare in modo positivo

Non è tanto il tono di voce rassicurante o pacato a fare la differenza: il metodo Montessori rivoluziona l’idea di apprendimento anche nelle piccole cose. L’obiettivo di un insegnante, in questo caso anche della babysitter, è quello di insegnare puntando su un modello educativo positivo basato sulla pazienza e la comprensione e che non limiti l’indipendenza e l’autoaffermazione del bambino. Lo scopo è quello di offrirgli situazioni e condizioni volte alla conoscenza attraverso però un percorso di autoapprendimento.

Coinvolgere il bambino nelle attività domestiche

Il metodo Montessori va ben oltre i banchi di scuola e ha l’obiettivo di trasformare ogni singola esperienza in un’occasione per imparare qualcosa. Anche apparecchiare la tavola può stimolare le capacità di un bambino, per cui quello che una babysitter in ottica Montessori dovrebbe fare è coinvolgere il bambino nelle attività domestiche affidandogli piccoli compiti. Quali? Sistemare i vestiti nell’armadio, preparare la merenda, apparecchiare la tavola o stendere il bucato, per esempio.

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Metodo Montessori, in cosa consiste e come applicarlo nella vita quotidiana

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