25 Luglio 2017 |

Come spiegare ai bambini l’autismo con parole semplici

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Come affrontare argomenti delicati con i bambini e, in particolare, come spiegare l’autismo ai bambini con parole semplici che loro possano comprendere? Secondo gli psicologi il metodo più semplice è quello della favola, con un richiamo ad animali o figure speciali e straordinarie.

I bambini spesso fanno domande scomode a cui un genitore deve sempre trovare una risposta. L’autismo è uno di quegli argomenti delicati che dovremmo affrontare insieme ai piccoli, usando parole semplici che loro possano comprendere. Qualche volta è difficile spiegarlo ad un adulto, figuriamoci affrontare l’argomento tenendo conto dell’ingenuità dei piccoli! Dunque ecco secondo gli esperti come spiegare ai bambini l’autismo con parole semplici.


Secondo diversi psicologi, il modo più adatto per affrontare tematiche impegnative con i bambini è quello di trasformare tutto in un gioco, possibilmente in una storia a loro comprensibile: per questo motivo spesso anche gli psicologi che si trovano a trattare con bambini che hanno a che fare nel quotidiano con un compagno di scuola autistico oppure con un fratello con questa patologia, puntano sul valore della fiaba.

La fiaba permette di utilizzare il linguaggio della fantasia e ragionare in termini di metafore, consentendoci comunque di tenerci a debita distanza dalla cruda realtà e ricorrendo a immagini fantastiche come gli unicorni o i draghi buoni per spiegare in che modo questi bambini sono speciali e vanno trattati come tali.

La fiaba è un mezzo potente ed efficace in questi casi, perché lontano dalla concretezza della realtà ci consente di parlare anche di argomenti particolarmente dolorosi o drammatici e proprio per questo motivo gli psicologi che si occupano di bambini ricorrono spesso a questo strumento per affrontare argomenti delicati. In alternativa possiamo trasformare tutto in gioco, spiegando l’autismo ai bambini per esempio attraverso le costruzioni, mostrando in che modo questi bambini sono diversi e un po’ speciali, ma nonostante tutto da trattare come qualsiasi altro compagno di giochi.

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