Chiacchere Carnevale
Ad esempio vengono chiamate galani e gale in Veneto, chiacchiere o lattughe in Lombardia, cròstoli in Trentino, cenci e donzelle in Toscana, frappe e sfrappole in Emilia, bugie in Piemonte, ma anche rosoni, lasagne e pampuglie.
Questa è la ricetta classica e tradizionale, è semplice da seguire e vedrete che le vostre chiacchiere vi daranno grandi soddisfazioni
Ingredienti (dosi per 6 persone)
Preparazione
Disponete la farina a fontana e al centro sgusciate l’uovo e i tuorli, il lievito, il burro,lo zucchero, la vanillina e un pizzico di sale e poi il vino bianco, mescolate bene dall’esterno verso l’interno in modo che la farina venga assorbita tutta. Impastate bene fino ad avere un composto liscio ed omogeneo, formate una palla e mettetela in una ciotola, coprite con un panno umido e fate lievitare per almeno 30 minuti.
Spolverizzate di farina il piano di lavoro e stendete la pasta preparata con il mattarello, dovete ottenere una sfoglia molto sottile, se avete la macchina per fare la pasta vi verrà più semplice ottenere delle strisce lisce, ma anche con il mattarello potete cavarvela a meraviglia.
Ritagliate delle strisce usando una rotellina con a taglio smerlato, potete farle della misura che preferite, anche qui le forme cambiano in base alla regione. Friggete le chiacchiere in abbondante olio caldo e fatele dorare da tutti i lati. Estraete le chiacchiere dall’olio con un mestolo forato e poi fatele asciugare su della carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
Mettete le chiacchiere su un piatto da portata e spolverizzatele con lo zucchero a velo.
L’igiene intima femminile è fondamentale per le donne di qualsiasi età, da quelle in fase…
Il mercato automobilistico del 2025 sta vivendo una vera e propria rivoluzione verde, con i…
Dopo il grigio dell’inverno ecco che tornano i colori e le fantasie, sbocciando sugli accessori…
Iniziare un percorso per migliorare la propria forma fisica non dovrebbe mai essere vissuto come…
Il poker è nato come gioco di carte tra amici nei saloon americani del XIX secolo e…
Vale davvero la pena dare una seconda possibilità a una storia finita? È una domanda…