Cucina

La Pinsa romana: cos’è e come prepararla

Fragrante, gustosa, sorprendentemente leggera: la Pinsa Romana è uno dei piatti della tradizione italiana che più di tutti sta vivendo un successo importante, non a caso. Una preparazione tanto antica quanto attuale, in perfetta sinergia con le abitudini, culinarie e non, della modernità, con le persone alla costante ricerca di ricette genuine, oltre che buone al palato.

Non stupisce che siano sempre di più coloro che la scelgono come alternativa alla pizza quando desiderano qualcosa di digeribile, pratico e facilmente personalizzabile. Allo stesso tempo, la pinsa romana è davvero un’altra cosa: ha una sua propria cultura alle spalle, le cui radici sono lontane nel tempo. Vediamo dunque da dove nasce e come prepararla al meglio.

Pinsa: cos’è, origini e caratteristiche

La domanda è legittima, quando si parla di pinsa: cos’è, esattamente?

Il termine deriva dal latino “pinsere”, ovvero “stendere”, “allungare”, “schiacciare”: un riferimento diretto alla forma ovale e irregolare che distingue nettamente la pinsa romana dalla pizza – che invece è tonda – a cui siamo abituati.

Le sue radici pare affondino nell’Antica Roma, quando si preparavano impasti semplici, mescolando farine diverse e cuocendoli su pietra. Oggi quel principio è rimasto, ma con una ricetta molto più precisa, caratterizzata dagli elementi che seguono:

  • mix di tre farine: frumento, riso e soia;
  • consistenza unica: croccante fuori, soffice dentro;
  • alta idratazione: l’acqua è decisamente superiore rispetto a quella utilizzata per un impasto classico. Ciò si traduce in più leggerezza;
  • lievitazione lenta, minimo 24 ore: è qui che nasce l’alta digeribilità dell’impasto, perché il glutine si scompone e rende il tutto più tollerabile;
  • assenza di grassi animali: la pinsa è adatta anche a vegetariani e vegani.

Il risultato è un panificato fragrante, profumato, elastico, perfetto per essere condito in tanti modi diversi.

Come preparare la Pinsa Romana a casa

Preparare la pinsa romana non richiede per forza 24 ore di lievitazione casalinga. Oggi si trovano facilmente, anche nei banchi frigo dei supermercati, delle basi precotte di qualità, già stese e lievitate, pronte da farcire.

Un’ottima soluzione per chi ha poco tempo da dedicare ai fornelli e desidera portare in tavola qualcosa di buono in pochi minuti, cinque per l’esattezza.

Come si cuoce la pinsa? Le possibilità sono diverse:

  • cottura in forno: basta metterla sulla griglia del forno a una temperatura di 250°C, utilizzando la modalità ventilata;
  • cottura con friggitrice ad aria: una soluzione rapidissima, dal momento che bastano 3–5 minuti, perfetta quando non si ha voglia di accendere il forno;
  • padella o tostapane: un’opzione semplice e veloce, che consente di ottenere una pinsa croccante e soffice, valida soprattutto per le farciture semplici.

Alcuni spunti per farcire la pinsa romana

La pinsa sta bene con tutto e può trasformarsi in un piatto salato come in un dolce. Ecco alcune idee gustose per farcirla:

  • con pomodoro, mozzarella di bufala, olive, capperi, basilico: un condimento ricco di sapore e che richiama la tradizione mediterranea;
  • con crema di zucca, ricotta, timo, cipolla caramellata: una farcitura più autunnale;
  • con burrata, crema di piselli, noci tostate, menta: una farcitura semplice e gourmet, ma soprattutto bianca;
  • con formaggio spalmabile, avocado, salmone affumicato: una pinsa più esotica;
  • con crema pasticcera e mirtilli, oppure ricotta, fichi e miele: la pinsa diventa un dolce gustoso, perfetto per la colazione come per la merenda.

Sono solo alcuni esempi, ma l’importante è mantenere un approccio all’insegna dell’equilibrio, coniugando un ingrediente morbido, uno croccante, uno aromatico. Una formula che funziona sempre e che valorizza ancora di più tutta la bontà della pinsa romana.

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