07 agosto 2018 |

Le spezie più costose del mondo: alla scoperta delle varietà più pregiate!

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spezie

Quali sono le spezie più costose al mondo? Oltre allo zafferano ce ne sono altre, tutte capaci di regalare ai nostri piatti un tocco di sapore davvero unico.

Le spezie più costose del mondo sono antichissime e hanno caratterizzato i piatti di moltissimi secoli, caratterizzandosi anche per importanti proprietà benefiche.

Se pensiamo ai secoli scorsi, le spezie più costose del mondo raggiungevano prezzi davvero astronomici! Nel IXX secolo, però, i monopoli cominciarono a crollare così come i prezzi di molte spezie. Ancora oggi, però, vi sono spezie il cui costo al chilo può raggiungere cifre davvero elevate, pari a quelle di una vettura di piccole dimensioni. Scopriamo insieme quali sono le spezie più costose del mondo e le loro caratteristiche!

Zafferano

zafferano

Lo zafferano è la spezia più cara al mondo. Un chilo di questa spezia, a seconda della qualità, può raggiungere un costo che di solito varia dai 3.000 ai 14.000 euro, fino ad arrivare ai 30.000 euro al chilogrammo. Per raccogliere un chilo di questa spezia vengono utilizzati all’incirca 250.000 fiori e più di 600 ore di lavoro. Inoltre, il fiore dello zafferano fiorisce una volta all’anno per sole due settimane e il processo di raccolta è davvero molto delicato. I pistilli di zafferano devono essere raccolti a mano la mattina appena dopo l’apertura del fiore, altrimenti l’aroma evapora. In Italia ci sono delle produzioni importanti, soprattutto in Toscana e Umbria, ma lo zafferano più pregiato rimane quello iraniano.

Vaniglia

vaniglia

Tra le spezie più costose del mondo c’è la vaniglia, spezia originaria del Messico ma oggi coltivata soprattutto in Madagascar e in alcune isole dell’Oceano Indiano. Un solo baccello di vaniglia si aggira attorno ai cinque euro e le qualità più pregiate toccano prezzi anche maggiori. Il costo della vaniglia è dovuto al processo di produzione che richiede molta manodopera. Di tutta la pianta viene commercializzato solo il baccello fermentato, che necessita una lavorazione lunga.

Cardamomo

cardamomo

Il cardamomo è una delle spezie più care del mondo, ma è sicuramente meno costoso di zafferano e vaniglia. Il suo prezzo, infatti, si aggira attorno ai 60 euro per chilogrammo. È una pianta tropicale della stessa famiglia dello zenzero, coltivata soprattutto in India e in Madagascar, che possiede due specie: il cardamomo nero e il cardamomo verde. La prima tipologia ha un sapore affumicato e appena terroso, mentre la seconda è più aromatica e leggermente più dolce, e per questo viene impiegata nella preparazione di dolci.

Pepe

pepe

Il pepe rientra da sempre tra le spezie più costose del mondo: in passato era talmente costoso da provocare conflitti armati nelle regioni produttrici, tanto che molti esploratori e navigatori cercarono rotte alternative per l’India così da poter esportare il pepe in Europa in modo più economico. Fu nel 1492 che Cristoforo Colombo scoprì una nuova spezia, il peperoncino, che iniziò ad essere esportata in Europa. Da qui in avanti, si iniziò a cercare una spezia piccante che potesse sostituire il costosissimo pepe. Utilizzato soprattutto per speziare la carne, il pepe può avere quattro varianti di colore: bianco, nero, rosso e verde. Oggi viene coltivato in molte zone del sud-est asiatico ed in Brasile e viene raccolto due volte l’anno.

Cannella

cannella

La cannella si distingue in due tipi: la cannella cinese, conosciuta come cannella cassia, e la vera cannella, nota anche come cannella di Ceylon. Tra le due la seconda è sicuramente la più rara e costosa. Qui parliamo di quest’ultima dal momento che è più rara e costosa della cannella cinese. La cannella consiste in corteccia essiccata degli omonimi alberi ed è originaria dello Sri Lanka, ma ora viene coltivata anche in molti paesi tropicali. Tra i secoli XVI e XVII era particolarmente preziosa e fu una delle spezie più costose del mondo. Oggi viene impiegata soprattutto in pasticceria, ma è anche utilizzata per piatti salati ricercati.

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Claudia S.

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