09 gennaio 2018 |

Tipi di cavoli: scopriamo le varietà più diffuse, le loro proprietà e come cucinarle

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Conoscete tutti i tipi di cavoli? Ecco le varietà più diffuse, le loro proprietà e come cucinarle . Cavolfiore, cavolo cappuccio, broccolo, verza… a voi quale piace di più?

Tutti i tipi di cavoli sono ricchi di antiossidanti, fibre, vitamine (in particolar modo la vitamina C e il gruppo B) e sali minerali tra cui calcio, potassio e fosforo. Per il 90% sono composti d’acqua, quindi benefici per depurare l’organismo. Esistono almeno 10 varietà più diffuse di cavoli e sono tutte buonissime: scopriamole!

Cavolfiore bianco, verde e viola

E’ la varietà più diffusa, soprattutto in Italia, ma è originariamente proveniente dall’Asia. Il cavolfiore bianco deve il suo colore al fatto che il suo interno  resta bianco perché le foglie esterne lo proteggono dai raggi solari, impedendo quindi lo sviluppo della clorofilla. Esistono anche varietà viola, più adatte per gratin, sformati, frittelle, e una varietà verde brillante, ricchissima di vitamine e antiossidanti. Vediamo la ricetta dei cavoli fritti.

Broccolo verde

Seppur prescritti in ogni dieta che si rispetti in quanto ipocalorici, i broccoli verdi possono anche essere gustati in ricette più ricche. Ad esempio, sbriciolati dopo la cottura si mantecano molto bene in primi piatti di pasta con olio o panna.
Leggi anche: Broccoli: tutte le proprietà di questi ortaggi.

Cavolo nero toscano

Riconoscibile per la sua foglia larga, scura e arriciata, è meno facile da trovare in alcune zone d’Italia in quanto tipico proprio della Toscana. E’ un cavolo ricchissimo di nutrimenti nobili ed è utilizzato nella classica ricetta della ribollita toscana.

Cavolo verza

Il suo nome scientifico è Brassica oleracea o sabauda, ma è anche detto cavolo di Milano proprio perché originario delle regioni settentrionali. E’ simile al cavolo cappuccio, ma ha le foglie più grinzose e increspate, cosa che rende il cavolo verza tenero e spugnoso. E’ l’ingrediente di due ricette tipicamente settentrionali: la casseula e i pizzoccheri alla valtellinese.

Cavoletti di Bruxelles

Tra le varietà di cavoli sono quelli che emanano meno un forte odore di cavolo!  Forse per questo motivo sono adatti per i palati un po’ più esigenti. Sono molto utilizzati nella cucina nord-europea (Germania, Belgio) dove, dopo essere stati lessati, vengono saltati nel burro. Insieme a patate o purè di patate, fanno da accompagnamento perfetto per secondi di carne come arrosti e roast-beef.

Cavolo cappuccio verde e rosso

E’ proprio questo, soprattutto la sua varietà verde, il cavolo utilizzato per la preparazione dei crauti, soprattutto in Alto Adige e nell’Europa centrale. Questo cavolo, affettato quando è ancora crudo, si fa poi macerare con il sale in vasi di vetro o ceramica, diventando un prodotto altamente digeribile e benefico per stomaco e intestino.

Cavolo rapa bianco o violetto

La base di questo cavolo è un tubero, la rapa appunto, che può essere di colore bianco o violetto. Si sfruttano spesso le sue squisite foglie in bolliti, stufati e minestre.

Broccolo romanesco

Rispetto al normale broccolo verde, è riconoscibile per l’infiorescenza dalla geometria perfetta. Anch’esso è ricco di sali minerali e vitamine ed è quindi consigliato per una dieta ipocalorica. Il sapore è leggermente più delicato del normale broccolo. I disegni geometrici dei suoi fiori potrebbero indurre persino a non mangiarlo affatto, tanto si resta colpiti dalla bellezza della sua forma.

Cavolo cinese

Per la sua forma allungata potrebbe sembrare un’insalata, ma è invece un cavolo! Dalla foglia larga e chiara, il cavolo cinese è molto buono da  gustare in zuppe e brodi cinesi piuttosto che in piatti nostrani. Il cavolo cinese è poi anche alla base di quella che è la versione coreana dei crauti: il kimchi. Si tratta anche in questo caso di un preparato di verdure messe a macerare a crudo per lungo tempo, che risulta benefico e molto piccante.

Cime di rapa

Il fiore di questo cavolo differisce dagli altri per via del gusto leggermente più amarognolo, ma allo stesso tempo dolce. Assieme alle foglie è utilizzato per la preparazione dei tipici piatti pugliesi: orecchiette con cime di rape e rape affogate, cotte in olio extravergine di oliva.

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