Vita di coppia dopo un figlio, come gestire il cambiamento

E’ una delle prove più grandi che una coppia deve affrontare: l’arrivo di un figlio, comunque, scombussola gli equilibri. Il punto è che ne dovremmo trovare dei nuovi, ma soprattutto dovremmo imparare a gestire il cambiamento.

Si dice spesso che l’arrivo di un bambino sia il coronamento di una storia d’amore, ma in realtà non lo è, non almeno durante il primo anno di vita del piccolo, una fase in cui i neogenitori si trovano ad affrontare tutta una serie di cambiamenti che rischiano di mettere a dura prova la solidità della coppia. Cosa che, se non ben gestita, può realmente mettere a rischio “la famiglia”. Un neonato porta con sé cambiamenti difficili, fisici, ormonali, psicologici, logistici, organizzativi, tutti fattori che potrebbero mettere in discussione l’armonia della coppia, e spesso capita.

E poi c’è la diade madre-figlio che può anche far sentire il padre escluso a meno che non trovi il modo di interagire più attivamente con il bambino. IMa  gli uomini non dovrebbero allontanarsi dalla propria compagna, al contrario dovrebbero sostenerla in questa fase molto delicata e spesso anche stressante, cercando di farla sempre sentire donna, e non soltanto mamma, come spesso succede. Cosa può accadere? Che il feeling di coppia si rompa a vantaggio di un legame superiore, quello della famiglia, ma non sempre le cose vanno nel verso giusto, purtroppo capita anche che  ci si allontani come coppia e si diventi soltanto “famiglia”. Bisognerebbe invece far attenzione a non cadere in questo meccanismo che scatta automaticamente con appena arriva il primo figlio. Come? Gestendo oculatamente i cambiamenti.

Per prevenire questi piccoli effetti collaterali entrambi i genitori dovrebbero impegnarsi a coinvolgersi reciprocamente in ciò che condividono con il bambino: le madri non dovrebbero cercare quel rapporto di esclusività estromettendo il papà, e gli uomini dovrebbero continuare ad avere attenzioni nei confronti della propria compagna, oltre che del figlio. Le donne dovrebbero coinvolgere anche i papà in tutti quei compiti che riguardano la cura del bambino, anche se non ne hanno realmente una grande voglia, e i papà dovrebbero offrirsi di collaborare per alleggerire lo stress delle mamme, soprattutto durante i primi mesi di vita del piccolo.

Qualunque problema, cambiamento, dubbio, deve essere affrontato con il dialogo, che dovrebbe anche stare alla base di qualunque rapporto, figuriamoci di quello “a due”. Mai dimenticarsi dell’altro: è vero che le necessità del bambino stanno sempre al primo posto, ma non soltanto le sue. E poi basterebbe semplicemente non dimenticarsi di sé stessi, fare la mamma non significa dimenticarsi di essere una donna che ha un uomo accanto.

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