27 Aprile 2011 |

Insicurezza in amore: si può guarire

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Quando si parla d’amore, automaticamente, il nostro pensiero va anche a quella componente nostalgica e dolorosa che l’amore per un’altra persona comporta. La psicologia studia continuamente il fenomeno del “mal d’amore” che nella nostra epoca pare accentuarsi. I numerosi casi di insoddisfazione sentimentale, se così si può chiamare, confermano che amare e soffrire sono strettamente correlati. Sembra, dunque, che una vera e propria soluzione non ci sia. La chiave di volta di questo fenomeno però, consiste nella scoperta di un concetto relativamente contemporaneo, ovvero quello dell’insicurezza e di come essa si curi.


Il bisogno di ottenere qualcosa dall’altro, pare essere strettamente correlato con la nostra capacità di stare bene con noi stessi. Ma come si fa a sentirsi sicuri e non avere paura di perdere ciò che apparentemente solo il partner può darci? Per affrontare il vasto argomento, dobbiamo dire che l’insicurezza in amore ha 2 matrici fondamentali:

  1. La paura della perdita e dell’abbandono
  2. La paura del tradimento
  • La prima è generalmente derivata da esperienze negative che noi abbiamo accumulato nel corso della nostra “carriera sentimentale e affettiva” e che ci condizionano nelle scelte e nella capacità di fidarsi del presente e del futuro. Se per esempio siamo stati lasciati o non amati come desideravamo, tendiamo a difenderci, nella quotidianità, proiettando sul partner attuale, paure che non riguardano la situazione contingente. Dobbiamo infatti considerare che quando interagiamo con un fenomeno, in particolare con i nostri sentimenti, noi mettiamo in atto sempre lo stesso schema di comportamento e la stessa lettura della realtà. In questo modo tendiamo ad attribuire a quadri nuovi, “colori vecchi”. Quello che, in realtà, non riusciamo a capire è che tutte le nostre strategie di “evitamento” della perdita non serviranno proprio a nulla perchè le relazioni “iniziano e finiscono” come ogni cosa che riguarda l’essere umano.
  • Anche la seconda paura ha caratteristiche dinamico-funzionali simili alla prima. In questo caso però, la situazione è peggiorata dal fatto di considerare noi stessi inferiori a qualche potenziale “concorrente” che “dovrebbe essere preferito a noi”. Fermo restando che la possibilità di tradimento è statisticamnete provata, non ci serve proprio a nulla starci a pensare, crogiolandoci nel dolore di qualcosa che potrebbe accadere. Quello che ci deve interessare, invece, è il pensiero che soggiace a questo meccanismo mentale: Perchè crediamo di essere meno piacenti e meno interessanti di qualcun’altro? Possiamo fare qualcosa per evitare di sentirci così?

La risposta è solo una: Automiglioramento.

Dedicarsi a se se stessi nel giusto modo, imparando ad accettarci per ciò che davvero siamo, senza cercare di diventare qualcun’altro è una forte arma di seduzione. Non c’è niente e nessuno più forte di chi possiede una forte identità .

E questo non è un fatto di bellezza o intelligenza. E’ soltanto un fatto di accettare e amare se stessi per ciò che si è. Questo discorso, purtroppo, sebbene sembri difficile da mandar giù, è l’unico che possa funzionare con l’insicurezza in amore, perchè non va a lavorare su qualcosa che è fuori di sè, bensì sulla propria psiche e sul proprio coraggio di essere al mondo.

L’obiettivo, in buona sostanza, è uno solo: essere a proprio agio e non sentirsi più in pericolo d’amore. In una tale circostanza psichica, si potrà addirittura decidere se accettare le sfide che la coppia comporta, correndo il rischio dell’eventuale perdita o tradimento come un fatto della vita. In ultima analisi, se si supera la paura di restare da soli, tenendo sotto controllo la necessità di continue conferme dall’esterno, si possono raggiungere buoni livelli di sicurezza e di benessere… provare per credere!

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