21 Aprile 2011 |

Essere lasciati fa male come una scottatura

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Essere lasciati fa male, e non è una novità. In che modo, però, questo dolore si sviluppa e crea malessere era un mistero che forse ora è stato risolto. Uno studio pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences” e svolto dall’università del Michigan, Stati Uniti, afferma che l’abbandono da parte del partner è assimilabile ad un trauma fisico intenso, come un’ustione o una botta in testa. Non è solo un dolore interiore, ma una vera sofferenza fisica, dunque, analizzata scientificamente.

L’esperimento si è svolto grazie alla partecipazione di 40 volontari, tutti lasciati dai propri partners non più di sei mesi prima e sottoposti ad un questionario psicologico. Dopo il questionario, i ricercatori hanno eseguito una risonanza magnetica funzionale per monitorare il cervello dei volontari, mentre veniva riportata alla loro memoria la storia appena finita, tramite foto dell’ex o altri espedienti. La risonanza è stata ripetuta in un secondo momento, mentre i volontari tenevano in mano una tazza di caffè bollente.

I ricercatori affermano che le aree del cervello che si sono attivate, in entrambi i casi, erano quelle che codificano il dolore fisico. Se questo era ovviamente scontato per la mano che tiene la tazza bollente, lo stesso non si può dire per il mal d’amore. Le zone cerebrali che si sono messe in moto ripensando all’amato perduto, infatti, erano da sempre ritenute collegate solo a stimoli fisici, non psicologici ed emotivi.

Gli studiosi dunque mirano a dimostrare come forti dolori emotivi, la sensazione di sentirsi abbandonati e traditi, portino ad un malessere fisico documentabile e, forse, curabile. Il rifiuto sociale e la perdita di qualcuno che si ama potrebbero generare altri disturbi, sia fisici che mentali; per questo il team dell’università del Michigan si augura che questo studio porti ad un approccio diverso nei confronti dell’esercito degli abbandonati, sia dal punto di vista medico che sociale.

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