13 Novembre 2017 |

Vita sessuale assente

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Domanda

Buongiorno Dott.ssa,
mi presento mi chiamo P.Paolo ho 43 anni una compagna di 40 un figlio di 4.
Conosco la mia compagna da sempre e stiamo insieme dal 1992 dal 2008 conviviamo.
Le scrivo perchè diciamo che tra di noi va tutto benissimo tranne la vita sessuale, che non è stato mai il fuoco di passione ma prima andava cosi cosi e ora da qualche anno a questa parte diciamo che va malissimo o è quasi sempre assente.
Io provo, ma lei o non prova per niente oppure si vede che la cosa è forzata e avvolte si interrompe dopo poco senza “effetti”.
Con lei ne parliamo, e neanche è questo problema insormontabile però io vorrei capire se c’è una possibilità per far migliorare questa situazione e come si può procedere.
Lei è anche leggermente restia a intraprendere un discorso con una persona più competente però secondo em invece potrebbe essere una strada molto valida.
Grazie rimango in attesa di una sua risposta
PP

Risposta

Gentile Paolo, quando la sessualità è difficoltosa fin dall’inizio è segno di problemi quali inibizioni o, forse, incompatibilità. Ovviamente, come lei giustamente propone, farsi seguire da una figura professionale è una strada preferibile alle altre, per migliorare la sessualità. Mi dice che lei e sua moglie parlate, ma questo non è sufficiente a sbloccare la situazione, inoltre sembra esser peggiorata post parto e ovviamente in mancanza di sessualità, solitamente, uno dei due partner, in questo caso lei, ne soffre, poiché si sente in un legame più amicale o supportivo che non di coppia. Talvolta si sente rifiutato e gli è difficile comprendere il tutto, quando anche non provare delusione e rabbia, giacché tutto il resto funziona. Se la sua compagna è solo leggermente restia a intraprendere un percorso, glielo proponga. Siete ancora giovani, la vita è lunga, o comunque mediamente più lunga rispetto ad anni fa e queste frustrazioni, anche se una persona è integerrima, possono sfociare se non in tradimenti, almeno in innamoramenti fuori dalle mura di casa, con tutte le conseguenze del caso. Inoltre anche se la sua compagna “si concede” lei avverte uno sforzo nell’atto e questo comporta senza dubbio una spiacevole sensazione nello stesso. Dice che parla con la sua compagna, ma qui ovviamente no ha voluto, darne i dettagli delle sue spiegazioni sull’argomento. Se la sua compagna non vuole fare il percorso con lei, può iniziare un percorso di supporto da solo, poiché la sofferenza emotiva in questa situazione è piuttosto palpabile. Non si può ovviamente forzare un partner ad avere rapporti, ma non si può nemmeno pretendere che l’altro mortifichi i propri desideri e necessità affettivo-emotive-sessuali perché noi non ne vogliamo, senza motivazioni alla base o almeno provare a sistemare la situazione. Per chiunque legga questa risposta, se la sessualità è vissuta in modo difficoltoso già nei primi anni, senza il giusto supporto, o il superamento volontario delle proprie inibizioni, difficilmente migliorerà con il tempo. Stare con un partner significa anche tenere in considerazione questo fattore, che a lungo andare può incidere sulla coppia. La sessualità tende a diminuire e ad affievolirsi, a meno di impegnarsi entrambi col tempo a mantenerla viva, col tempo, già i situazioni di passione notevole all’inizio. Quello che posso consigliarle è appunto di intraprendere un percorso con sua moglie, e se lei non vuole, da solo al fine di avere un supporto più diretto e con maggiori elementi che possano darle indicazioni anche in modo indiretto, su come confrontarsi con al sua compagna. Cordialmente