19 Ottobre 2016 |

Poche attenzioni in coppia

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Domanda

Buon giorno,
ho 32 anni e convivo da circa un anno con un uomo di 43 anni separato con una figlia di 12 anni affetta da una patologia rara.
La ragazzina vive con la mamma nel nostro stesso paese e spesso rimane con noi a dormire in settimana, quando il padre è libero dal lavoro. Preciso che io ho un ottimo rapporto con la figlia e che lei ha accettato benissimo la separazione dei genitori.
Il padre è a dir poco servizievole con la sua ex, (come era già da marito) giustificando la cosa dicendo che lui ama sua figlia più di ogni altra cosa e farebbe qualsiasi cosa per lei.
Io non essendo genitore, forse non mi rendo conto di quanto si possa amare un figlio, ma spesso mi sento messa da parte, vengono prima gli impegni della mamma/figlia che i nostri… In più economicamente la mamma gioca un pò su questa cosa e lui passivamente accetta tutto. Io lavoro e investo tutto in questo rapporto, non ho nessuna spesa a parte quelle della nostra vita in comune.
Mi sento davvero angosciata, triste e non so come gestire la cosa.
Sono spesso nervosa e ogni cosa che propongo di fare insieme, lui mette in mezzo la figlia, anche se quando stiamo insieme solo noi 2 stiamo bene.
Per carità, è sua figlia, ma io non posso spintonare per farmi dedicare del tempo esclusivo per me, anche perchè poi quando lo fa lui mi sembra sempre un pò strano…e io quasi in colpa perchè lo vedo così.
Sto vivendo male e per quanto lui mi tranquilizzi sull’amore che prova per me e a cui credo, io non riesco a vivere serena e credo di aver bisogno di aiuto.
Sono davvero molto angosciata e non so cosa fare.
Spero di essere riuscita a spiegare, anche se parzialmente il mio malessere.

Grazie in anticipo per l’ascolto.

 

Risposta

Gent.le lettrice,
credo che la sua angoscia, tristezza e senso di impotenza sia del tutto normale, perché, per quanto possa sentirsi accettata da questa ragazzina, lei risulta comunque il membro che deve adeguarsi e integrarsi in un rapporto che c’è sempre stato, che è sempre stato vissuto secondo determinate modalità…
Forse a questo punto il focus di tutto deve essere spostato, ovvero credo che pensare di intervenire o cambiare qualcosa che funziona da anni e che, probabilmente in relazione ad una patologia si è sempre più solidificato, non sia un’impresa proficua. Sarebbe, invece, più utile capire cosa vuole lei, come può integrarsi, evitando di subire la presenza di questa figlia, e soprattutto in quali situazioni può inserirsi per riuscire pian piano ad avere degli spazi tutti vostri e quali, invece, devono essere vissuti in tre.
Capisco che questo gioco di equilibri non sia facile da coltivare, ma quando ci sono i sentimenti vale la pena provare.

“La vita è un enorme tela, rovescia su se stessa tutti i colori che puoi.” D. Kaye
Dott.ssa Valentina Guarasci – www.valentinaguarasci.it