03 settembre 2018 |

Fratelli Coen, i film più belli dei registi

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Ripercorriamo insieme una rassegna dei film più belli dei fratelli Coen : dall’ultimo arrivato a Venezia, il western, La ballata di Buster Scruggs.

Vi state chiedendo quali siano i film più belli dei fratelli Coen, il cui ultimo esilarante western è in in concorso a Venezia?

Allora ripercorriamo insieme la carriera di Joel ed Ethan Coen con una rassegna dei film più belli dei fratelli Coen che in questi giorni hanno presentato al festival del Cinema di Venezia il loro nuovo film in sei episodi che andrà in onda su Netflix, The Ballad of Buster Scruggs.

Blood SimpleSangue facile (1984)

Già alla prima proiezione di Blood Simple, Sangue facile, al New York Film Festival del 1984, i critici valutarono il film del duo dei fratelli registi esordienti in maniera entusiastica. Fu così l’inizio di una lunga serie di successi che si susseguirono in una lunga e prolifica carriera.

Negli anni seguenti, sempre molto acclamati dalla critica e dal pubblico, seguirono i film Arizona Junior (Raising Arizona) del 1987, Crocevia della morte (Miller’s Crossing), nel 1990, Barton Fink – È successo a Hollywood , nel 1991, Mister Hula Hoop (The Hudsucker Proxy) nel 1994 e Fargo, nel 1996.

Il grande Lebowski

Il successo assoluto dei fratelli registi arrivò arriva nel 1998 con Il grande Lebowski (The Big Lebowski), decisamente uno dei film più belli dei fratelli Coen, che li ha resi noti a diverse generazioni di cinefili e appassionati del genere.

Jeffrey Lebowski, detto Drugo è, infatti, entrato a far parte della storia del cinema come il più famoso dei fannulloni, assiduo fumatore di marijuana e accanito bevitore di White Russian, con una esistenza fatta solo di frequenti partite di bowling e amici con cui trascorrere il tempo…

Non è un paese per vecchi

Dopo la celeberrima storia di Drugo è arrivato il film firmato Coen Fratello, dove sei?, a cui sono seguiti una serie di altri film che hanno condotto alla famosa pellicola Non è un paese per vecchi (No Country for Old Men) del 2007. Tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, il film è stato candidato ai Premi Oscar 2008, vincendo le categorie di miglior film, miglior regia, migliore sceneggiatura non originale e miglior attore non protagonista.

 

A proposito di Davis  

I film Burn After Reading ed A Serious Man, annoverati dalla critica tra i film più belli dei fratelli Coen ma non altrettanto ben accolti dal pubblico, sono stati poi seguiti da Il Grinta nel 2010 e dal riuscitissimo A proposito di Davis (Inside Llewyn Davis) nel 2013.

A proposito di Davis  è uno dei più bei film dei fratelli Coen e su questo non ci sono dubbi!

Le disavventure di Davis sono narrate nel tipico black humor dei registi Coen e vanno a costruire una delle perle dei registi. E’ una pellicola complessa che si dispiega lentamente, seguendo il ritmo di una canzone folk che non accenna a finire.

Nel cuore del Greenwich Village, nel 1961, un po’ di anni prima che Bob Dylan si imponesse nella storia della musica, il cantautore folk Llewyn Davis si esibisce in un piccolo locale di fronte a un pubblico alquanto ristretto. Vestito con un giubbino troppo leggero per sostenere il freddo di New York, l’adorabile quanto sornione Llewyn Davis è accompagnato involontariamente da un gatto rosso. Il resto è assolutamente da vedere…

The Ballad of Buster Scruggs

E veniamo al film dei fratelli Coen in concorso a Venezia 2018 che, a quanto pare, ha fatto ridere tutti di gusto: La ballata di Buster Scruggs. Sarà anche lui uno dei film più belli dei fratelli Coen? Pare proprio di sì!

Ecco che cosa hanno detto i Coen a proposito di questo film western in 6 episodi per Netflix: “Ci piaceva replicare un formato così pop negli anni ’60 e ’70 specie nel cinema italiano. […] Certamente abbiamo incluso lo spaghetti western che adoriamo, lo trovate nell’episodio Near Algodones che vede protagonista un ironico James Franco nei panni di un rapinatore di banche“…

E a proposito della proiezione su Netflix:

Mai stata una serie televisiva” hanno dichiarato i Coen “nelle riviste di settore il fatto che fossero varie storie e fosse prodotto da Netflix ha portato all’erronea conclusione, ma l’abbiamo da subito concepito come un film. Il formato è strano, certo, ha una struttura antologica sulla frontiera americana con una lunghezza diversa per ogni storia“.

Come per Roma di Cuaron, anche in questo caso ci sarà la possibilità, almeno negli Stati Uniti, di vedere il film anche nelle sale, oltre che su Netflix.

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