28 Novembre 2018 |

I 15 libri più belli di Andrea Camilleri

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Andiamo alla scoperta di quelli che sono i libri più belli di Andrea Camilleri. Dalle storie del Commissario Montalbano, a La scomparsa di Patò, una lista di romanzi da non farsi mancare in libreria.

Difficile dire quali siano i libri più belli di Andrea Camilleri, dal momento che il noto scrittore siciliano ne ha scritti a decine e tutti di successo.


Inoltre, complice la fortunata fiction televisiva Il commissario Montalbano, il romanziere agrigentino è diventato uno dei nostri scrittori preferiti, anche per chi di noi non ha mai letto uno dei libri più belli di Andrea Camilleri.

Scopriamo quali sono i 15 libri più belli di Andrea Camilleri in questa lista di best seller da non far mancare nella nostra libreria e nelle nostre letture più piacevoli!

Il tailleur grigio

Nel corso della sua lunga, irreprensibile carriera di alto funzionario di banca e di marito devoto, il protagonista di questo romanzo ha ricevuto tre lettere anonime. Le prime due sono vecchie di decenni, l’ultima è recente e insinua dubbi sulla fedeltà della sua giovane e bellissima seconda moglie, Adele, una splendida e irresistibile femme fatale, una donna dotata in pari misura di ferina sensualità e di un gusto sobrio e deciso in tutto, anche nel vestire. Non stupisce nessuno, dunque, che in alcune particolari circostanze ami indossare un castigato tailleur grigio. Ma questo vestito assume un profondo significato simbolico, un significato che forse sarebbe molto meglio non conoscere mai…

Ora dimmi di te. Lettera a Matilda

Lettera a Matilda racconta tramite una lettera, appunto, ciò che rende la vita degna di essere vissuta: le radici, l’amore, gli amici, la politica, la letteratura. Con il coraggio di un nonno, Camilleri raccontare alla nipote Matilda gli errori e le disillusioni, consegnandole tuttavia la preziosa arma nonchè lanterna del dubbio.

Il commissario Montalbano

Il più famoso dei commissari, il commissario Montalbano, affronta i casi investigativi dai noti titoli: La forma dell’acqua, Il cane di terracotta e Il ladro di merendine. La saga del commissario di Vigata è decisamente tra i libri più belli di Andrea Camilleri!

La scomparsa di Patò

La scomparsa di Patò, il cui protagonista è un “tale autore Andrea Camilleri”, è uno dei romanzi più divertenti e originali di Camilleri. Il racconto è in forma di dossier, attraverso una raccolta di documenti, rapporti, lettere anche anonime e scritte murali, che segue il filo di una scomparsa misteriosa: quella di Patò.

La lingua batte dove il dente duole

Andrea Camilleri e Tullio De Mauro raccontano come la lingua esprima chi siamo veramente.
In un susseguirsi di riflessioni, aneddoti e memorie, con la presenza scenica e letteraria niente di meno che di Manzoni, Pasolini, il commissario Montalbano, Benigni, Gassman e Pirandello, questo libro racconta alla maniera di Camilleri una profonda, giusta, verità: in Italia abbiamo tante lingue.

La stagione della caccia

L’autore spiega di aver tratto l’idea del romanzo La stagione della caccia, uno dei libri più belli di Andrea Camilleri, da una battuta di caccia registrata nell’Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1876. All’interrogante, che chiedeva se si fossero verificati fatti di sangue, veniva risposto: “No. Fatta eccezione del farmacista che per amore ha ammazzato sette persone”. Sospeso fra commedia e tragedia, il libro avvolge il lettore in un alone di mistero e gli fa sorgere una serie di interrogativi sulla vita e sulla storia.

Noli me tangere

Attraverso le parole che Gesù dice a Maria Maddalena dopo essere risorto “Noli me tangere”, cioè non toccarmi, Andrea Camilleri racconta la storia di Laura, una giovane, bella e molto amata dal marito, famoso scrittore che la venera. Ma Laura è capace di concedersi emozioni intense con altri uomini, senza farsi travolgere dal senso di colpa…

La relazione

La relazione è un romanzo ad altissima tensione. Il protagonista di questo libro, Mauro Assante, trascorre l’estate da solo in città, occupato a redigere un’impegnativa relazione, mentre la moglie porta il figlio piccolo in montagna. Ma durante quelle solitarie giornate, una bellissima ragazza bionda arriva a sconvolgere tutto…

L’altro capo del filo

A Vigàta si susseguono gli arrivi di migranti e tutto il paese è coinvolto nel dare aiuto; in primo luogo la capitaneria e la polizia, ma anche tanti volontari. Il commissariato Montalbano impegna ogni suo uomo in estenuanti turni notturni per permettere ai migranti di sbarcare ordinatamente e in sicurezza. In tutto ciò, il delitto di una giovane sarta, rispettata e stimata dall’intera popolazione del paese, sconvolge tutti. Montalbano si troverà a districare un’aggrovigliata matassa; ad attenderlo, all’altro capo del filo, da un passato tanto nebbioso quanto doloroso, ci sarà la soluzione del caso.

Un filo di fumo

Ecco che cosa dice Andrea Camilleri di questo suo libro: “Nel 1980 Livio Garzanti volle pubblicare questo mio romanzo risolvendo le perplessità di alcuni suoi eminenti collaboratori. Mi domandò, però, quasi a guardarsi le spalle, un glossario. Comprendendo le sue taciute ragioni, principiai a compilarlo di malavoglia: poi, a poco a poco ci pigliai gusto e me la scialai. Il romanzo viene ora ristampato a distanza di diciassette anni e il glossario, nel frattempo, è diventato superfluo. Se ora lo ripubblichiamo è perché la cosa sottilmente ci diverte. Lo spunto di “Un filo di fumo” me lo diede un volantino anonimo, trovato tra le carte di mio nonno, che metteva in guardia contro i maneggi di un commerciante di zolfi disonesto. Per il resto, nomi e situazioni sono da addebitare alla mia fantasia. Allora, quando uscì, il romanzo piacque a mia madre: lo dedico alla sua memoria“.

Donne

Sono le Donne con la “D” maiuscola le protagoniste di questo libro di Andrea Camilleri, che si racconta in varie sue versioni di uomo alle prese con meravigliose donne che hanno fatto parte della sua vita.
Così, in questo libro, Camilleri è un ragazzino timido che accompagna a casa una compagna di classe; è il diciassettenne che di fronte al volto intenso e tenero di una diva del cinema scoppia in lacrime e decide di abbandonare la sua terra; è il giovane che in piena notte corre ad Agrigento in bicicletta per raggiungere una bellissima donna tedesca… E’ molto personaggi maschili, Andrea Camilleri, in questo libro che parla delle donne fiere, delle donne misteriose, delle donne soavi e inebrianti, proprio come la sua terra: la Sicilia.

Certi momenti

In questo libro Andrea Camilleri racconta la bellezza e la pregnanza di “certi momenti” della sua vita. Romanzo autobiografico, questo libro è il racconto di diversi incontri avvenuti soprattutto durante la giovinezza di Camilleri e raccontano un lungo arco di tempo storico in cui tante cose sono accadute e cambiate nel nostro Paese: la guerra, il fascismo e gli stravolgimenti della storia, vissuti dalla penna di Andrea Camilleri.

Il birraio di Preston

Come in altri libri a contenuto storico, Camilleri prende ispirazione anche in questo romanzo da un avvenimento reale descritto nella Inchiesta sulle condizioni della Sicilia (1875-1876), pubblicata nel 1969 dall’editore Cappelli di Bologna.

I fatti descritti nell’inchiesta si svolsero storicamente a Caltanissetta, dove un diffuso malumore popolare per il malgoverno centrale fu accresciuto dall’intervento inopportuno del prefetto Fortuzzi (il Bortuzzi del romanzo), di origine fiorentina, dalla mentalità quindi molto lontana da quella dei siciliani, nel voler far rappresentare per l’inaugurazione del nuovo teatro della città l’opera lirica, Il birraio di Preston di Luigi Ricci.

In questo che è di sicuro tra i libri più belli di Andrea Camilleri, l’autore rappresenta uno straordinario esercizio letterario raccontando i medesimi fatti da punti di vista diversi a ogni capitolo. Infatti, come lo stesso autore scrive nel post-scriptum posto alla fine del libro, l’ordine di lettura dei capitoli può essere variato senza che si perda il senso della trama.

Il diavolo, certamente

Il libro contiene trentatré racconti di tre pagine l’uno che l’autore ha scritto per sfidare se stesso nelle sue capacità letterarie di fantasia e di sintesi e per divertirsi assieme ai suoi lettori nel far vedere come i progetti degli uomini nel costruirsi come vorrebbero la vita siano stravolti da imprevisti, piccoli eventi “diabolici”.

Può trattarsi del banale “tacco rotto della scarpa di una ragazza”, di una parola sfuggita di bocca a un monsignore, di un topolino in cui s’imbatte un partigiano… In ogni caso, la casualità della vita umana è tale che non rimane che accettarla sorridendo.

I libri più belli di Andrea Camilleri: Il re di Girgenti

Il re di Girgenti è un romanzo storico di Andrea Camilleri e si svolge in Sicilia, sullo scorcio del Seicento e degli inizi del Settecento.
Racconta di come il popolo d’Agrigento (i Girgenti) avesse eletto come suo sovrano Zosimo, un contadino che poi soccombette al ritorno della guarnigione sabauda che presidiava la città in nome di un re scomunicato dal papa. Ma che fine fece Zosimo? Camilleri ci racconta una storia vera, mista a leggenda, alla sua classica maniera… straordinaria.

Così si è espresso Salvatore Silvano Nigro su questo tra i libri più belli di Andrea Camilleri: “Il re di Girgenti è il gran romanzo di Camilleri che tutti aspettavamo”.

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