08 Ottobre 2018 |

5 motivi per guardare Sulla mia pelle, il film sulla storia di Stefano Cucchi

Iscriviti alla Newsletter di Donnaclick

Non perderti le ultime novità

Ci sono almeno 5 motivi per guardare Sulla mia pelle, il film sulla storia di Stefano Cucchi: anzitutto, per chi non lo conoscesse, sapere di più su questo ragazzo e sulla sua purtroppo triste vicenda. Potremmo definirlo un film-indagine che cerca di ripercorre gli ultimi sette giorni di vita di Stefano Cucchi, il ragazzo romano arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, morto in carcere per cause non ancora accertate nonostante siano passati ben nove anni.

E’ un fatto di cronaca

Il film Sulla mia pelle racconta un fatto di cronaca, una vicenda realmente accaduta circa nove anni fa, che può indurre a riflessioni il pubblico più o meno giovane. Qualcuno ricorderà l’episodio, altri avranno dimenticato la storia: Stefano Cucchi era un ragazzo romano di 31 anni, fermato ed arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti che, dopo sei giorni, è stato ritrovato senza vita nella sua cella ospedaliera del Regina Coeli, dove si trovava in custodia cautelare per gravi condizioni mediche sopraggiunte durante la notte del suo arresto. Era il 22 ottobre del 2009. Al momento del fermo e dell’arresto Stefano Cucchi pesava solo 43 chilogrammi per 162 cm di altezza; una condizione già precaria la sua ma che, forse, potrebbe essere stata peggiorata da altri fattori.


E’ una vicenda da approfondire

Il film Sulla mia pelle cerca di fare chiarezza sugli aspetti più intricati della vicenda. Perchè Stefano è morto pochi giorni dopo l’arresto? Si dice che durante le indagini circa le cause della morte un testimone abbia dichiarato che Stefano Cucchi gli aveva detto di essere stato picchiato. Dal canto suo, il personale carcerario ha sempre negato di avere esercitato violenza sul giovane geometra romano. Così il film ripercorre anni di indagini e processi che hanno visto indagati e imputati agenti di polizia penitenziaria per omicidio preterintenzionale e medici e infermieri per abbandono terapeutico.

Offre un punto di vista diverso

Siamo sempre portati a pensare che la legge e la giustizia siano infallibili. Siamo portati a credere che chi opera nelle carceri e approfondisce i processi sia altrettanto scrupoloso e immune da errori. Ebbene, questo film cerca di raccontare le cose da un altro punto di vista, utilizzando gli occhi del protagonista. Insomma, il film offre un punto di vista veramente inedito, quello del giovane Stefano, e cerca di indagare sulla vicenda proprio in questi termini.

Cast e regia attenti

Il film Sulla mia pelle è una pellicola diretta da Alessio Cremonini ed ha inaugurato la sezione Orizzonti del Festival di Venezia. Ad interpretare Stefano Cucchi è Alessandro Borghi, attore coetaneo di Stefano, che torna a Venezia quest’anno dopo esserne stato il padrino del Festival alla scorsa edizione. Racconta di avere dovuto adeguare il proprio fisico una volta accettato il ruolo, proprio per adeguarsi alle condizioni di salute di Cucchi che, come accennato, pesava solo 43 chili al momento dell’arresto.

E’ un film per il grande pubblico

Il film Sulla mia pelle verrà distribuito contemporaneamente nelle sale e su Netflix dal 12 settembre. Tale lancio lo renderà disponibile in 190 paesi oltre al nostro. La casa di distribuzione del film, Lucky Red, ha spiegato: “È un fatto straordinario che la storia di Stefano Cucchi possa essere raccontata in tutto il mondo e che quindi questo nostro film, così importante per l’argomento trattato, abbia un pubblico potenziale così vasto”. Insomma, è un film denuncia che invita tanti, anzi tutti, a riflettere sul tema della detenzione e della vita in carcere.

Leggi anche:

Carmela Giglio

Potrebbe interessarti anche