28 maggio 2018 |

Microdermal piercing, di cosa si tratta e i posti migliori in cui farlo

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È una delle tendenze del momento: ecco cosa dovreste sapere sul microdermal piercing, di cosa si tratta e quali sono i posti migliori in cui farlo. Fa male? Ecco la domanda che tutti si fanno!

Forse non ne avete mai sentito parlare in questi termini, ma siamo certi che conosciate già il microdermal piercing, il cosiddetto piercing ad ancora che, invece di avere un foro di entrata e uno di uscita, ha soltanto quello in cui l’orecchino entra nella pelle. Dunque ecco tutto quello che bisognerebbe sapere sul microdermal piercing: di cosa si tratta e i posti migliori in cui farlo.


Il microdermal piercing si compone di due parti: una placca che viene impiantata sotto pelle e una parte esterna alla quale verrà agganciato un brillantino, una sfera o una borchietta a vostra scelta. In questo caso, nel momento in cui la pelle viene forata, attraverso l’ausilio di attrezzatura tecnica specifica viene sollevata leggermente la pelle per inserirvi una piccola placca chirurgica alla quale verrà poi avvitato il gioiello, che è la parte intercambiabile del piercing.

Microdermal piercing: è doloroso?

Dipende dalla soglia del dolore ma anche dal posto in cui decidiamo di farlo, per esempio il micordermal al polso e al petto può essere più doloroso. Di sicuro lo è più del piercing classico perché si tratta di una pratica leggermente più invasiva. In ogni caso si può realizzare in qualsiasi parte del corpo, anche e soprattutto  in quelle piatte, quindi sia sul viso che su zone insolite come polsi e gomiti. Molte donne, per esempio, fanno il microdermal al seno. Rispetto al piercing normale, però, è semi-permanente, nel senso che per rimuoverlo dovrete recarvi di nuovo in uno studio attrezzato. I costi possono variare in relazione alla zona da trattare, ma un piercing non costa mai più di 100 euro.

Rischi del microdermal: come curarlo

Ogni piercing ha le sue specificità. Per esempio, il microdermal al viso è sicuramente più esposto rispetto ad altri punti in cui potremmo realizzare lo stesso piercing. Tra i più difficili da curare c’è anche il microdermal al collo, semplicemente perché sono zone che tendiamo a toccarci spesso. Quello che dovremmo fare, soprattutto durante i primi mesi, è prenderci cura accuratamente dell’igiene di quelle zone, pulendo bene anche gli accessori, quindi nel caso del microdermal con il brillantino, svitare il gioiello e disinfettarlo ogni tanto.

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