Attualità

Violenza sulle donne: novità in arrivo, le proposte

Nuove misure per contrastare la violenza sulle donne e quella domestica sono state proposte in un disegno di legge (DDL) che sarà esaminato dal Consiglio dei ministri. Secondo indiscrezioni, queste misure includono restrizioni sull’applicazione del braccialetto elettronico, una distanza minima di 500 metri dalla vittima e criteri stringenti per valutare il rischio e l’eventuale richiesta di misure cautelari da parte del Pubblico Ministero (PM) e del giudice.

Applicazione del braccialetto elettronico

L’applicazione del braccialetto elettronico sarà la norma di default, a meno che non ci siano valutazioni diverse da parte dei giudici e previo consenso dell’indagato. Questo strumento tecnologico consentirà un monitoraggio efficace degli indagati, aumentando la sicurezza delle vittime.

Distanza minima di 500 metri

Sarà introdotta una restrizione sulla distanza tra l’indagato e la vittima, con una distanza minima di 500 metri. Questo provvedimento mira a garantire un allontanamento sufficiente per proteggere la vittima e ridurre il rischio di violenza.

Valutazione del rischio e richiesta di misure cautelari

Saranno stabiliti criteri stringenti per valutare il rischio e l’eventuale richiesta di misure cautelari da parte del Pubblico Ministero e del giudice. Questo processo garantirà un’analisi accurata delle circostanze e delle evidenze per prendere decisioni informate sulla sicurezza delle vittime.

Priorità nella trattazione dei processi

I reati legati alla violenza alle donne e quella domestica saranno inseriti in un elenco di reati considerati prioritari per la trattazione dei processi. Questo permetterà di accelerare i tempi di giustizia e garantire una risposta tempestiva alle vittime.

In sintesi, queste misure sono state proposte per affrontare in modo più efficace la violenza alle donne e quella domestica, fornendo strumenti di protezione e riducendo i rischi per le vittime. Si prevede anche un’assegnazione specializzata dei procedimenti per favorire una maggiore competenza dei magistrati nel trattare questi casi sensibili.

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