Silvia Salis
Sportiva, dirigente e ora anche politica di punta. Silvia Salis ha conquistato Genova con il 51,6% dei voti al primo turno, diventando la prima cittadina della Superba.
La sua vittoria, sostenuta dal “campo largo” progressista (PD, M5S, Italia Viva, Azione, Verdi e Sinistra), segna un cambio di rotta netto dopo anni di centrodestra.
Ma chi è davvero Silvia Salis? Una donna che ha saputo trasformare la grinta sportiva in visione politica, senza mai perdere il contatto con le sue radici.
Classe 1985, genovese, Salis è nota prima di tutto per i suoi successi sportivi. Ha gareggiato nel lancio del martello, conquistando ben 10 titoli italiani e rappresentando l’Italia alle Olimpiadi di Pechino 2008 e Londra 2012. La sua carriera da atleta si è interrotta nel 2016 a causa di un infortunio, ma è stato solo l’inizio di un nuovo percorso: quello da dirigente.
Dal 2021 è vicepresidente del CONI, dopo aver ricoperto incarichi di rilievo nelle Fiamme Azzurre e nella Federazione Italiana di Atletica Leggera. Una leadership costruita sul campo, prima con le mani sulla pedana, poi dietro le scrivanie istituzionali dello sport italiano.
Alla sua prima esperienza amministrativa, Salis ha convinto gli elettori con una campagna incentrata su unità e cambiamento. Non ha mai nascosto l’obiettivo: “Genova meritava di più, e vincere sarà una liberazione”, aveva detto prima del voto.
Il suo programma guarda al futuro con pragmatismo: più poteri ai municipi, lavoro, servizi sociali efficienti, spazi per la cultura e rafforzamento dell’università. Ma anche una visione internazionale, ispirata al modello Berlino: “Una città con fermento urbano, internazionale, giovane e coraggiosa nelle proposte culturali”.
Dietro l’immagine pubblica c’è anche una storia familiare che ha lasciato il segno. Silvia ha dedicato la vittoria al padre Eugenio, storico custode dell’impianto sportivo di Villa Gentile e iscritto al Partito Comunista Italiano. Un riferimento forte, che intreccia memoria, impegno sociale e passione per lo sport.
Per la Genova che verrà, Salis punta su hi-tech, energia, gestione dei dati e nuovi materiali. Un’agenda che vuole far uscire la città dall’ombra e renderla attrattiva per i giovani, investendo anche in cultura e innovazione.
Silvia Salis è la prova vivente che si può passare dal campo di gara alla guida di una città, senza perdere passione e determinazione. La sua elezione apre un nuovo capitolo per Genova e per tutte le donne che credono in una politica diversa, più inclusiva, concreta e visionaria.
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