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Salvatore Parolisi a Chi l’ha visto?: “Non ho ucciso io Melania”

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Nell’intervista andata in onda su Rai 3, Salvatore Parolisi, l’ex militare condannato per l’omicidio della moglie Melania Rea, ha fatto un’appassionata affermazione: “L’ho sempre detto anche al giudice, da uomo, da militare e da padre: datemi l’ergastolo e buttate la chiave se sono stato io, se ho fatto una cosa del genere e me lo provate. Perché a me non l’hanno mai provato”. Queste parole hanno aperto la discussione sulla sua presunta colpevolezza e sulla richiesta di giustizia.

La storia di un delitto e la pena scontata

Salvatore Parolisi è stato condannato in via definitiva per l’omicidio della moglie Melania Rea, avvenuto nel 2011 nel bosco di Colle San Marco, nel Teramano. Durante l’intervista, Parolisi ha sottolineato di aver scontato 12 dei 20 anni di carcere previsti dalla sentenza. Questo gli ha permesso di usufruire di permessi giornalieri e di lasciare la struttura carceraria. Tuttavia, Parolisi ha espresso il suo disappunto per la durata dei permessi concessi, affermando che altri ergastolani sono stati liberati dopo un periodo di detenzione più breve.

La confessione ambigua e i tradimenti

Parlando della relazione con la moglie Melania Rea, Parolisi ha descritto la sua insoddisfazione e i tradimenti. Ha ammesso che non poteva stare neanche con lei a letto, affermando che la madre spesso dormiva con Melania e che litigavano perché lei non andava da lui. Parolisi ha sostenuto di non aver mai tradito Melania nei primi anni di matrimonio, ma in seguito ha avuto una relazione con Ludovica, definendola una “scappatella”. Ha affermato di amare Melania, che le dava una parte del suo stipendio per evitare che lavorasse e di essere stato un verme per averla tradita.

Un futuro incerto e le difficoltà

Parolisi ha affrontato il tema della sua possibile liberazione anticipata dal carcere, rivelando che mancano ancora 4 anni alla sua presunta data di scarcerazione. Ha esposto la sfida di trovare un lavoro e ha espresso frustrazione per le difficoltà economiche che sta affrontando. Parolisi ha affermato che il suo nome e cognome suscitano reazioni negative e che guadagna solo 800 euro, rendendo complicato il suo reinserimento nella società.

La famiglia Rea, intanto, continua a combattere contro la possibilità che il militare possa ottenere uno sconto di pena o permessi premio.

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