Madonna ai Grammy 2023
Forse non a tutti è chiaro che Madonna è stata più vicino alla morte di quanto si possa immaginare. Quando lo scorso 24 giugno, infatti, la regina del pop è stata trovata nella sua casa dell’Upper East Side, a Manhattan, priva di sensi, hanno dovuto sottoporla a punture di Narcan per “riportarla in vita”, come ha ammesso ai media newyorkesi un “insider”. C’erano anche poliziotti attorno a lei.
Un’infezione nei giorni scorsi l’ha costretta al ricovero in terapia intensiva. E anche a far saltare le date del tour in partenza. Poi è tornata a casa, ma è ancora in convalescenza. A salvarla è stata un’iniezione di un farmaco che si chiama Narcan. Lo ha detto un insider, anche se non è chiaro se a fare l’iniezione sia stato il medico presente o i poliziotti.
Repubblica racconta che Madonna è stata sottoposta a un trattamento d’emergenza usato anche nei casi di overdose. Serve per calmare le crisi respiratorie o per affrontare lo shock settico che deriva da un’infezione.
Adesso, ha spiegato l’entourage, la cantante sta bene ma è ancora debole. Un mese prima aveva avuto una forte febbre. Ma non si era fermata. E alcuni temono che possa fare la fine di Michael Jackson. Lei nel frattempo ha ricevuto visite da figli e parenti stretti. Sta cercando di «trovare il tempo di riposare».
È sempre più a rischio il Celebration Tour di Madonna. La cantante, 64 anni, reduce da un’infezione batterica che aveva comportato il ricovero in terapia intensiva, è a casa. Ma, secondo le indiscrezioni pubblicate da Tmz, il sito di riferimento del gossip made in America, la situazione non è ancora delle migliori. Il suo tour mondiale sarebbe sempre più a rischio.
ll Narcan è un farmaco a base di Naloxone utilizzato per antagonizzare l’effetto dei narcotici durante gli interventi chirurgici o nella cura del dolore. Può anche essere usato per curare l’overdose da narcotici o nella diagnosi della dipendenza da questi medicinali.
É un narcotico. Opera ribaltando gli effetti di altri narcotici secondo meccanismi non ancora del tutto conosciuti; si ritiene che ne antagonizzi l’effetto competendo con loro per il legame con gli stessi recettori degli oppiodi.
Il Naloxone viene dato solo da personale medico mediante iniezioni intramuscolari, sottopelle o direttamente in vena.
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