Una storia di violenza e sopraffazione lunga 60 anni. Si è conclusa solo nel 2019 con la separazione e oggi con la condanna a 3 anni di reclusione di Speranza Santilli, 91enne di Castelvecchio Subequo, un piccolo comune in provincia dell’Aquila. L’uomo è stato riconosciuto colpevole dal Tribunale di Sulmona di maltrattamenti nei confronti della moglie, oggi 82enne.
La vittima ha subito per decenni le angherie del marito: insulti, minacce, percosse, umiliazioni e vessazioni psicologiche che hanno segnato irrimediabilmente la sua esistenza. Un incubo ad occhi aperti vissuto sotto lo stesso tetto coniugale, davanti ai tre figli della coppia, impotenti testimoni degli abusi del padre sulla madre.
L’8 marzo 2019, in quella che doveva essere la festa della donna, l’apice della violenza: l’anziano picchiò selvaggiamente la moglie procurandole numerose escoriazioni sul volto. Fu quello il punto di non ritorno che spinse la donna, ormai 82enne, a denunciare i soprusi subiti per una vita intera e a separarsi da quel marito-aguzzino con cui era unita dal lontano 1960.
Oggi, a tre giorni dall’8 marzo, è arrivata la sentenza del giudice Francesca Pinacchio che condanna Santilli a 3 anni di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni da quantificare in sede civile. Una decisione storica che fa luce su una vicenda terribile, l’ennesimo caso di violenza sulle donne tra le mura domestiche.
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