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25 frasi di Alessandro d'Avenia tratte dai suoi libri più famosi

Società - 14 giugno 2018

In quante frasi di Alessandro D’avenia tratte dai suoi libri più famosi possiamo trovare bellezza, conforto, amore, empatia e un’infinità di fumature che vanno a caratterizzare i sentimenti dell’anima umana?

Classe 1977, Alessandro D’Avenia è uno scrittore, sceneggiatore e insegnante italiano, nato a Palermo e autore di una serie di fortunati romanzi.

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Ecco una selezione di 25 frasi di Alessandro d’Avenia tratte dai suoi libri più famosi e perfette per ogni momento della nostra vita.

Tra le frasi di Alessandro d’Avenia tratte dal libro Cose che nessuno sa, troviamo:

“Si chiedeva perché amare, così semplice in poesia, è così difficile e rischioso nella vita.”

“Gli uomini sono più semplici delle donne. Se hanno fortuna trovano la donna che li fa diventare uomini.”

“L’amore c’entra con le emozioni fino a un certo punto, l’amore è fatto di volontà, di scelta e per questo deve essere anche ruvido, difficile per essere vero.”

“Diventare adulti è trovare la pazienza per dare corso ai propri sogni, senza rinunciarci!”

“L’amore non è per raggiungere la felicità, che quella è fuggevole e a cercare di procurarsela scappa sempre, ma l’amore è per raggiungere la gioia di vivere, che non c’entra con la felicità ma con la vita.”

Tra le frasi più belle di Alessandro D’Avenia dal libro Bianca come il latte, rossa come il sangue non possiamo che menzionare:

“La vita è un’interrogazione fatta per estorcerti una verità che non sai e che farai finta di ricordare pur di non soffrire ancora, fino a convincerti di quella menzogna, dimenticando che l’hai inventata tu.”

“Quando ci sembra di non pensare a niente, in realtà noi pensiamo a quello che ci sta a cuore.
L’amore è una specie di forza di gravità: invisibile e universale, come quella fisica. Inevitabilmente il nostro cuore, i nostri occhi, le nostre parole, senza che ce ne rendiamo conto vanno a finire lì, su ciò che amiamo, come la mela con la gravità.”

“L’amore è dentro il tuo cuore ed è grande, ti fa sognare e nessuno può strappartelo via, perché è in un luogo dove nessuno può arrivare.”

“Quel giorno… ho scoperto che le nostre metà non combaciano perfettamente e solo un abbraccio può farci combaciare. Senza la tua presenza il mondo si è svuotato. Mi manca tutto di te: la risata, lo sguardo, i congiuntivi mancanti, gli sms, le chiacchierate… Tutte quelle cose insignificanti che valgono tutto per me, perché sono tue.”

“Non ho niente da regalare io, se non l’amore che ricevo o che rubo.”

Tra le frasi più significative di Alessandro d’Avenia prese da Ciò che inferno non è vi segnaliamo:

“Inferno è quando le cose non si compiono. Inferno è ogni seme che non diventa rosa. Inferno è quando la rosa si convince che non profuma. Inferno è un passaggio a livello che si apre su un muro.”

“L’inferno è tutte le volte che decidi di non amare o non puoi amare.”

“Una donna si innamora delle tue mani, perché da quelle capisce se la sai proteggere, accarezzare, sostenere, trattenere, possedere.”

“Cadrà la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda, dalle false attese nostre, per curare magari il risentimento di ferite mai affrontate. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato.”

“L’inferno è il posto in cui lo spazio per i desideri è già tutto occupato.”

Le frasi di Alessandro D’avenia tratte da L’arte di essere fragili più belle sono:

“L’arte da imparare in questa vita non è quella di essere invincibili e perfetti, ma quella di saper essere come si è, invincibilmente fragili e imperfetti.”

“Tutte le persone che hanno realizzato il loro sogno hanno capito che il primo passo per custodirlo era andare a bottega come facevano gli artisti di un tempo, mettersi alla prova, imparare l’arte di creare e quindi di crescere.”

“Mi sono convinto che gli adolescenti non hanno domande: sono domande. Riformulano con i loro silenzi gli stessi “perché” reiterati tipici dei bambini, ma su un piano diverso: il bambino chiede come mai ci sono le stelle, l’adolescente chiede come ci si arriva, perché la speranza è desiderio (de-sidera, distanza dalle stelle), la sua mancanza è un disastro (dis-astro, assenza di stelle).”

“Ciò che cerchiamo è già in noi, ma non è attivato per mancanza di contatto con la realtà, e finché non lo troviamo restiamo prigionieri dei due principi che dettano il copione nell’infanzia e nell’adolescenza: il principio di piacere e il principio dell’obbligo, motori che ci spingono ad agire per un dettato esterno e non per un fiorire interno, capace di tutto integrare.”

“Quando si è scelti si scopre la propria originalità: lo spazio interiore si amplia a dismisura e da lì ci si può lanciare nel mondo senza paura.”

Infine, tra le frasi di Alessandro D’Avenia prese dalle pagine di Ogni storia è una storia d’amore le più significative sono:

“Perché solo l’amore può arrivare dove anche la parola fallisce.”

“L’oggetto del nostro amore ci presta il coraggio che manca alla vita quando si accontenta dell’immobilità tipica di chi non ama nulla. La causa del viaggio è sempre l’amore, nella vita come nella letteratura.”

“L’amore si accompagna sempre alla paura, perché non abbiamo mai il controllo dell’oggetto amato, seppur abbiamo cominciato a dipendere da lui per la conoscenza di noi stessi.”

“L’amore comincia sempre come un dolore, perché è la scoperta di un’assenza, come detta il “mi manchi” universale del lessico amoroso. L’amore, presto o tardi, ci porta in un territorio nuovo, ci fa uscire da noi per farci sperimentare la vita vera. È l’unica vera trasgressione dell’uomo, l’unica vera rivoluzione. Baudelaire diceva ironicamente che il solo fastidio dell’amore è che si tratta di un crimine in cui non si può fare a meno di un complice. Per uccidere il proprio egoismo bisogna prima innamorarsi.”

“Senza amore non conosciamo nessun viaggio di esplorazione del mondo, senza amore non giungiamo a conoscere né la morte né il modo di vincerla, cioè non diventiamo consapevoli di essere fatti di tempo limitato e di volerlo donare a qualcuno.”

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