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Stephen Hawking, le frasi dello scienziato che possono ispirarci

Società - 15 marzo 2018

Vediamo le frasi di Stephen Hawking , lo scienziato famoso che ispira anche e soprattutto dopo la sua dipartita. La vita, la morte, la religione, il senso di tutto...

Stephen Hawking ci ha lasciato tanto! Dall’alto di una sedia a rotelle ma con la testa sempre tra le sue amate stelle, lo scienziato della Teoria del Tutto ci ha ispirato e ci ispira con le sue frasi anche dopo la sua morte.

Tutt’altro che puramente fredde e razionali, come forse ci si aspetterebbe dalle parole di uno scienziato, le frasi di Stephen Hawking continueranno a far riflettere le presenti e future generazioni perchè sono cariche di significato e perchè, se c’è una cosa che abbiamo capito dell’astronomia grazie a Stephen Hawking, è che il vero senso della ricerca scientifica non è la mera comprensione “astratta” del cosmo, bensì la ricerca di Dio, del bello e di ciò che profondamente ci lega al Tutto.

Ed ecco, dalle parole di Stephen Hawking, le frasi dello scienziato che possono ispirarci.

Ricorda di guardare in alto alle stelle, e non ai tuoi piedi. Cerca di dare un senso a quello che vedi e chiediti quello che fa vivere l’universo. Sii curioso.

Cerca di dare un senso a quello che vedi e chiediti quello che fa vivere l’universo. Sii curioso.

Sono sicuro che la mia disabilità ha qualcosa a che fare con la mia celebrità. La gente è affascinata dal contrasto tra le mie capacità fisiche molto limitate e la natura estremamente ampia dell’universo che studio.

La vita sarebbe tragica se non fosse divertente.

Le persone che si vantano del loro QI sono dei perdenti.

Ho vissuto con la prospettiva di una morte prematura negli ultimi 49 anni. Non ho paura della morte, ma non ho fretta di morire. Ho così tante cose da fare ancora…

Il mio obiettivo è semplice: una comprensione completa dell’universo, perché è così com’è e perché esiste.

Le forme primitive di intelligenza artificiale che abbiamo già sono state molto utili. Ma credo che lo sviluppo di un’intelligenza artificiale completa potrebbe mettere fine al genere umano.

Siamo solo una razza avanzata di scimmie su un pianeta minore di una stella di media grandezza. Ma possiamo capire l’universo. E questo ci rende molto speciali.

Credo che la spiegazione più semplice sia che non c’è Dio. Nessuno ha creato l’universo e nessuno dirige il nostro destino. Questo mi porta a una profonda consapevolezza che probabilmente non ci sono né il cielo né l’aldilà. Abbiamo questa vita unica per apprezzare il grande disegno dell’universo e per questo, sono estremamente grato.

Se gli alieni un giorno venissero a farci visita, penso che il risultato sarebbe simile a quello che è successo quando Cristoforo Colombo è sbarcato in America, un risultato non molto positivo per gli indiani.

Formulando la teoria del paradosso dell’informazione dei buchi neri, Stephen Hawking disse: “Einstein sbagliò quando disse: “Dio non gioca a dadi”. La considerazione dei buchi neri suggerisce infatti non solo che Dio gioca a dadi, ma che a volte ci confonde gettandoli dove non li si può vedere”.

Ha detto, invece, Stephen Hawking, a proposito della malattia: “Le mie aspettative sono state ridotte a zero quando avevo 21 anni. Da allora, tutto è un bonus. Ho vissuto cinque decadi in più di quanto predetto dai medici. Ho provato a fare buon uso del mio tempo. Poiché ogni giorno può essere l’ultimo, voglio sfruttarne ogni minuto”.

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