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Tutte le proprietà benefiche della guanabana e come mangiare questo frutto insolito

Salute - 11 agosto 2017

Avete mai sentito parlare di graviola? È un frutto molto prezioso per la nostra salute. Scopriamo insieme tutte le proprietà benefiche della guanabana e come mangiare questo frutto dall’aspetto insolito ma dal sapore molto piacevole.

Il guanabana è un frutto esotico dal colore verde intenso e ricoperto interamente di spine che, grazie ai suoi nutrienti, rappresenta un vero toccasana per la salute. Ha un sapore molto piacevole e può rivelarsi un’ottima fonte di benessere sotto vari punti di vista. Scopriamo dunque tutte le proprietà benefiche della guanabana e come mangiare questo frutto insolito.

Conosciuto con il nome di graviola, è molto utilizzato nella medicina alternativa per combattere un innumerevole numero di patologie. Ricco di vitamina C, la sua assunzione avrebbe effetti positivi sul sistema immunitario, riducendo l’esposizione dell’organismo ad infezioni e contrastando virus e batteri. Recenti studi hanno dimostrato come l’alto contenuto di antiossidanti lo rende un ottimo alimento anticancerogeno.

Grazie alle sue sostanze nutritive contenute nella polpa, ingerire due porzioni di guanabana al giorno offre sia un importante supporto energetico a muscoli e mente e garantisce anche un’azione digestiva ed una protezione alla flora batterica.

L’elevato contenuto di vitamine del gruppo B migliora il sistema cardiovascolare ed il sistema nervoso, aiutando a controllare i nervi ed a migliorare le funzioni cognitive. A queste si somma l’apporto di calcio e fosforo che, insieme, aiutano a rinforzare l’apparato scheletrico ed i denti. La sua azione fluidificante, accompagnata dalla capacità di ridurre sensibilmente la ritenzione idrica nel corpo e di migliorare l’elasticità delle arterie, lo rende un valido alleato per chi soffre di ipertensione.

Il guanabana può essere mangiato al naturale o sotto forma di spremuta, succhi, sorbetti o marmellate. Bisogna solo aver cura di privare prima il frutto della buccia, esattamente per come si fa con i fichi d’India.

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