Pidocchi dei capelli: cure e rimedi naturali per bambini

Mamma - 9 febbraio 2011 Vedi anche: Pediatria

Incubo delle mamme, i pidocchi sono curabili con rimedi semplici e precisi, anche per chi ama curarsi con la natura. Una guida per riconoscere e combattere pidocchi e pregiudizi loro associati.

I pidocchi sono piccoli parassiti che si nutrono di sangue e vivono tra i capelli.
Da sempre sono l’incubo delle mamme perché infestano il cuoio capelluto dei bambini.

Ma perché proprio i bambini? E cosa fare di fronte a questo temutissimo seppur “minuscolo”
parassita?
C’è da dire che i pidocchi non provocano particolari problemi alla salute, ma sono estremamente fastidiosi perché portano prurito e pizzicore. Da sempre, inoltre, esistono un particolare ribrezzo e vergogna nei confronti di questo parassita che viene “storicamente” associato alla mancanza di igiene. Invece, i pidocchi si riproducono e vivono meglio in ambienti puliti e secchi: proprio per questo scelgono il cuoio capelluto dei bambini!
Si trovano prevalentemente dietro la nuca, dietro le tempie e dietro le orecchie. Possono adottare la
tonalità di colore del corpo o dei capelli perciò sono difficilmente vedibili. Quello che, invece, si vede bene sono le loro uova (lendini) che pur essendo molto più piccole di un pidocchio (circa 1 mm rispetto ai 3 mm del pidocchio) luccicano sotto la luce così che possono essere localizzate facilmente.

Il contagio può avvenire:


  • Per via diretta: il pidocchio passa da una testa all’altra quando queste sono molto vicine.
    Contrariamente a quanto si pensa il pidocchio non sa saltare ma cammina. Gli animali non sono fonte d’infezione per l’uomo

  • Per via indiretta: attraverso l’abbigliamento come giacche, maglie, berretti, sciarpe e,
    soprattutto, cappelli

  • Ma anche: attraverso pettini, biancheria da letto, spazzole e biancheria intima

Anche se non esiste nessun modo per prevenire l’infestazione da pidocchi, è molto importante che quando si viene a conoscenza del fatto che il proprio bambino (o chiunque in famiglia) ne è infestato, si dia la notizia anche agli altri, in maniera da attuare una serie di misure di disinfestazione.
I pidocchi, infatti, come molti parassiti, hanno una grossa velocità di contagio, soprattutto se non si sa nulla della loro esistenza e crescita. È bene perciò sapere che un pidocchio vive circa 1 mese e fa nascere circa 10 lendini, che sbocciano dopo 7-10 giorni.
I pidocchi sono capaci di sopravvivere da 2 a 3 giorni al di fuori del loro ambiente (capelli), ad esempio sopra gli abiti o i tessuti: ciò spiega l’ importanza di lavare sempre bene gli abiti ad alta temperatura.
Lo sviluppo dei pidocchi è favorito con contatti ravvicinati fra bambini, come la ricreazione, le gite scolastiche, le vacanze studio, lo scautismo: sono tutte occasione che si prestano alla diffusione delle epidemie. I bambini con capelli fini sono più soggetti a prendere i pidocchi e – in generale – i bambini nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni.

Prevenire il contagio

Come abbiamo già detto non esistono farmaci preventivi tuttavia degli shampoo a base di radice di salice possono aiutare grazie alle loro virtù preventive e anche come trattamento per eliminare i pidocchi. Eventualmente, applicare delle gocce sotto forma d’essenza di lavanda sulla nuca: la
lavanda ha un effetto preventivo.
Inoltre possono essere messe in atto delle buone regole di condotta preventiva:


  • Evitare l’uso comune di spazzole o pettini, berretti e sciarpe

  • Mantenere un’accurata cura dei capelli controllando sempre le zone “a rischio”, come la nuca e dietro le orecchie

  • Intrecciare o legare i capelli lunghi per ridurre il contagio con gli altri capelli

  • Non utilizzare shampoo antiparassitario se non sono presenti i pidocchi perché in tal modo si
    favorirebbe la resistenza agli stessi prodotti

Anche se il bambino si gratta la testa con insistenza, questo non è un segnale definitivo che abbia i pidocchi. Se, al contrario, appaiono alcuni piccole crosticine nel collo o si dilatano i linfonodi, allora sì che si deve incominciare a sospettarne la presenza.
A prima vista le uova si possono confondere con forfora, però è sufficiente muovere leggermente i capelli, per eliminare ogni possibile dubbio: la forfora cade, mentre che le uova dei pidocchi rimangono ben salde sul capello. Le lendini restano appiccicate al capello e questo anche dopo il passaggio di una spazzola o di un buono shampoo.

I pidocchi si possono debellare con delle azioni precise finalizzate a ridimensionare il contagio e
uccidere quelli già presenti anche in forma di lendine.
Una volta accertato che si è infestati da pidocchi (anche con una sola lendine osservata bisogna
cominciare un trattamento, perché questa lendine potrà una volta sbocciata, creare numerosi pidocchi -da 7 a 10 al giorno – sulla testa) si deve avviare un trattamento.

I passi giusti per debellarli sono i seguenti:


  1. Recarsi da un medico pediatra. Sarà quest’ultimo a determinare il gel, lo shampoo o la lozione da utilizzare

  2. Non mandare il bambino a scuola e avvertire l’Istituto

  3. Una volta iniziato il trattamento, eliminare tutte le lendini, altrimenti nel giro di pochi
    giorni i pidocchi nasceranno di nuovo. L’asportazione manuale delle uova morte viene
    facilitata dall’utilizzo di un pettine fine e a denti stretti, sotto una buona luce e da
    emulsione di acqua e aceto. Questa operazione richiede molto tempo e molta pazienza.
    In presenza di capelli lunghi un tempo si optava per il taglio ma con i trattamenti efficaci
    cui disponiamo oggi non è più necessario tagliare tutti i capelli

  4. Pettini e le spazzole devono essere trattati con un antiparassitario e devono restare
    immersi nell’acqua calda per almeno 20 minuti

  5. Evitare il più possibile i contatti con berretti, asciugamani e tessuti e, naturalmente, con
    tutti gli altri bambini che hanno i pidocchi

  6. Non asciugare i capelli a una temperatura troppo calda. Evitare di asciugarli con un fono

  7. Dopo 10 giorni di trattamento contro i pidocchi bisogna rifare un controllo completo della testa per vedere se non rimane veramente più nessun pidocchio o lendini

Per chi ama i rimedi naturali

I pidocchi e le loro uova devono essere combattuti con prodotti adeguati, che li eliminano in

uno/due giorni al massimo. Nel mercato possiamo trovare preparati basati su sostanze
antiparassitarie: Il più usato è quello che contiene permetrina, che non si deve utilizzare in bebè di
meno di sei mesi di vita. Dopo il primo utilizzo si deve usarlo nuovamente dopo una o due
settimane;
I prodotti naturali sono elaborati a partire da fiori di crisantemo, e bisogna lasciarli agire durante
due o tre ore. In generale è sufficiente una sola applicazione, e si deve ripetere dopo 5/7 giorni.
Esistono poi rimedi casalinghi, che possono risultare molto efficaci. Soprattutto si consiglia:
- Massaggiare il cuoio capelluto con olio di timo, oppure con olio di lavanda, e far
indossare al bambino un cappello di cotone quando deve dormire;
- Sfregare il cuoio capelluto con un’infusione di timo molto concentrata, alla quale si deve
aggiungere aceto. Anche in questo caso il bambino deve indossare un cappello di cotone
quando va a dormire.
- Per ottimizzare gli effetti di questi rimedi, è importante pettinare i capelli del bambino
con un pettine specifico. Inoltre è molto utile utilizzare l’aceto per realizzare un ultimo
risciacquo prima dello shampoo.

Consigli pedagogici

La comparsa di questo fenomeno può rappresentare un evento di paura o discriminazione nei confronti del bambino che viene infestato.
È molto importante che si spieghi bene loro che i pidocchi possono essere una “manifestazione”
tipica della loro età e che “non c’è nulla di male” perché non si tratta di una colpa.ù

Una delle battaglie più dure, quando i pidocchi compaiono, può essere rappresentata dai
pregiudizi che accompagnano quest’evento. In questo caso è fortemente consigliabile spiegare
al bambino che i pidocchi amano il pulito e il secco e che essendo esseri viventi, essi si
comportano come se si trovassero in una casa nuova e profumata.

Inoltre, bisognerà anche educare i piccoli a non emarginare i compagni che potrebbero essere la
fonte del contagio e dire loro che il fenomeno è passeggero: come il raffreddore.
I bambini capiranno.

Articolo scritto da: Cinzia

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