Pidocchi dei capelli: cure e rimedi naturali per bambini

Mamma - 9 marzo 2014 Vedi anche: Pediatria

Incubo delle mamme, i pidocchi sono curabili con rimedi semplici e precisi, anche per chi ama curarsi con la natura. Una guida per riconoscere e combattere pidocchi e pregiudizi loro associati.

I pidocchi sono l'incubo delle mamme perché infestano il cuoio capelluto dei bambini. Sono piccoli parassiti che si nutrono di sangue e vivono tra i capelli.

Ma perché proprio i bambini? E cosa fare di fronte a questo temutissimo seppur “minuscolo” parassita?

C’è da dire che i pidocchi non provocano particolari problemi alla salute, ma sono estremamente fastidiosi perché portano prurito e pizzicore. Da sempre, inoltre, esistono un particolare ribrezzo e vergogna nei confronti di questo parassita che viene “storicamente” associato alla mancanza di igiene. Invece, i pidocchi si riproducono e vivono meglio in ambienti puliti e secchi: proprio per questo scelgono il cuoio capelluto dei bambini!

Si trovano prevalentemente dietro la nuca, dietro le tempie e dietro le orecchie. Possono adottare la tonalità di colore del corpo o dei capelli perciò sono difficilmente vedibili. Quello che, invece, si vede bene sono le loro uova (lendini) che pur essendo molto più piccole di un pidocchio (circa 1 mm rispetto ai 3 mm del pidocchio) luccicano sotto la luce così che possono essere localizzate facilmente.

Il contagio può avvenire:

  • Per via diretta: il pidocchio passa da una testa all’altra quando queste sono molto vicine.
  • Contrariamente a quanto si pensa il pidocchio non sa saltare ma cammina. Gli animali non sono fonte d’infezione per l’uomo
  • Per via indiretta: attraverso l’abbigliamento come giacche, maglie, berretti, sciarpe e, soprattutto, cappelli
  • Ma anche: attraverso pettini, biancheria da letto, spazzole e biancheria intima

Anche se non esiste nessun modo per prevenire l’infestazione da pidocchi, è molto importante che quando si viene a conoscenza del fatto che il proprio bambino (o chiunque in famiglia) ne è infestato, si dia la notizia anche agli altri, in maniera da attuare una serie di misure di disinfestazione.

I pidocchi, infatti, come molti parassiti, hanno una grossa velocità di contagio, soprattutto se non si sa nulla della loro esistenza e crescita. È bene perciò sapere che un pidocchio vive circa 1 mese e fa nascere circa 10 lendini, che sbocciano dopo 7-10 giorni.

I pidocchi sono capaci di sopravvivere da 2 a 3 giorni al di fuori del loro ambiente (capelli), ad esempio sopra gli abiti o i tessuti: ciò spiega l’ importanza di lavare sempre bene gli abiti ad alta temperatura.

Lo sviluppo dei pidocchi è favorito con contatti ravvicinati fra bambini, come la ricreazione, le gite scolastiche, le vacanze studio, lo scautismo: sono tutte occasione che si prestano alla diffusione delle epidemie. I bambini con capelli fini sono più soggetti a prendere i pidocchi e – in generale – i bambini nella fascia d’età tra i 5 e gli 11 anni.

Prevenire il contagio

Come abbiamo già detto non esistono farmaci preventivi tuttavia degli shampoo a base di radice di salice possono aiutare grazie alle loro virtù preventive e anche come trattamento per eliminare i pidocchi. Eventualmente, applicare delle gocce sotto forma d’essenza di lavanda sulla nuca: la lavanda ha un effetto preventivo.

Inoltre possono essere messe in atto delle buone regole di condotta preventiva:

  • Evitare l’uso comune di spazzole o pettini, berretti e sciarpe
  • Mantenere un’accurata cura dei capelli controllando sempre le zone “a rischio”, come la nuca e dietro le orecchie
  • Intrecciare o legare i capelli lunghi per ridurre il contagio con gli altri capelli
  • Non utilizzare shampoo antiparassitario se non sono presenti i pidocchi perché in tal modo si favorirebbe la resistenza agli stessi prodotti

Anche se il bambino si gratta la testa con insistenza, questo non è un segnale definitivo che abbia i pidocchi. Se, al contrario, appaiono alcuni piccole crosticine nel collo o si dilatano i linfonodi, allora sì che si deve incominciare a sospettarne la presenza.

A prima vista le uova si possono confondere con forfora, però è sufficiente muovere leggermente i capelli, per eliminare ogni possibile dubbio: la forfora cade, mentre che le uova dei pidocchi rimangono ben salde sul capello. Le lendini restano appiccicate al capello e questo anche dopo il passaggio di una spazzola o di un buono shampoo.

I pidocchi si possono debellare con delle azioni precise finalizzate a ridimensionare il contagio e uccidere quelli già presenti anche in forma di lendine.

Una volta accertato che si è infestati da pidocchi (anche con una sola lendine osservata bisogna cominciare un trattamento, perché questa lendine potrà una volta sbocciata, creare numerosi pidocchi -da 7 a 10 al giorno – sulla testa) si deve avviare un trattamento.

I passi giusti per debellarli sono i seguenti:

  1. Recarsi da un medico pediatra. Sarà quest’ultimo a determinare il gel, lo shampoo o la lozione da utilizzare
  2. Non mandare il bambino a scuola e avvertire l’Istituto
  3. Una volta iniziato il trattamento, eliminare tutte le lendini, altrimenti nel giro di pochi giorni i pidocchi nasceranno di nuovo. L’asportazione manuale delle uova morte viene facilitata dall’utilizzo di un pettine fine e a denti stretti, sotto una buona luce e da emulsione di acqua e aceto. Questa operazione richiede molto tempo e molta pazienza
  4. In presenza di capelli lunghi un tempo si optava per il taglio ma con i trattamenti efficaci cui disponiamo oggi non è più necessario tagliare tutti i capelli
  5. Pettini e le spazzole devono essere trattati con un antiparassitario e devono restare immersi nell’acqua calda per almeno 20 minuti
  6. Evitare il più possibile i contatti con berretti, asciugamani e tessuti e, naturalmente, con tutti gli altri bambini che hanno i pidocchi
  7. Non asciugare i capelli a una temperatura troppo calda. Evitare di asciugarli con un fono
  8. opo 10 giorni di trattamento contro i pidocchi bisogna rifare un controllo completo della testa per vedere se non rimane veramente più nessun pidocchio o lendini

Per chi ama i rimedi naturali

I pidocchi e le loro uova devono essere combattuti con prodotti adeguati, che li eliminano in uno/due giorni al massimo. Nel mercato possiamo trovare preparati basati su sostanze antiparassitarie: Il più usato è quello che contiene permetrina, che non si deve utilizzare in bebè di meno di sei mesi di vita. Dopo il primo utilizzo si deve usarlo nuovamente dopo una o due
settimane;

I prodotti naturali sono elaborati a partire da fiori di crisantemo, e bisogna lasciarli agire durante due o tre ore. In generale è sufficiente una sola applicazione, e si deve ripetere dopo 5/7 giorni.

Esistono poi rimedi casalinghi, che possono risultare molto efficaci. Soprattutto si consiglia:

Massaggiare il cuoio capelluto con olio di timo, oppure con olio di lavanda, e far indossare al bambino un cappello di cotone quando deve dormire;

Sfregare il cuoio capelluto con un’infusione di timo molto concentrata, alla quale si deve aggiungere aceto. Anche in questo caso il bambino deve indossare un cappello di cotone quando va a dormire.

Per ottimizzare gli effetti di questi rimedi, è importante pettinare i capelli del bambino con un pettine specifico. Inoltre è molto utile utilizzare l’aceto per realizzare un ultimo risciacquo prima dello shampoo.

Consigli pedagogici

La comparsa di questo fenomeno può rappresentare un evento di paura o discriminazione nei confronti del bambino che viene infestato.
È molto importante che si spieghi bene loro che i pidocchi possono essere una “manifestazione” tipica della loro età e che “non c’è nulla di male” perché non si tratta di una colpa.

Una delle battaglie più dure, quando i pidocchi compaiono, può essere rappresentata dai pregiudizi che accompagnano quest’evento. In questo caso è fortemente consigliabile spiegare al bambino che i pidocchi amano il pulito e il secco e che essendo esseri viventi, essi si comportano come se si trovassero in una casa nuova e profumata.

Inoltre, bisognerà anche educare i piccoli a non emarginare i compagni che potrebbero essere la fonte del contagio e dire loro che il fenomeno è passeggero: come il raffreddore. I bambini capiranno.

Articolo scritto da: Cinzia Rampino

 

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