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Autolesionismo nell'adolescenza: i fattori di rischio e come affrontarlo

Mamma - 13 giugno 2017

Aumentano i comportamenti di autolesionismo nell'adolescenza. Vediamo quali sono i fattori di rischio e come affrontarlo in età adolescenziale e per prevenire ogni aggravamento.

L‘autolesionismo è il comportamento che mira a procurarsi traumi e ferite ma in assenza di una reale intenzione suicida. Può trattarsi di un taglio o di un altro tipo di danno fisico più o meno deliberato e si tratta in genere di un comportamento compulsivo e non occasionale.

In particolare, il fenomeno dell’autolesionismo nell’adolescenza è sempre più diffuso. Ma quali sono i fattori di rischio e come affrontarlo?

Per un genitore accorgersi che un figlio si procura tagli e ferite può essere un evento sconcertante e incomprensibile, tanto più se l’atto autolesionista è grave e protratto nel tempo.
Per molti giovani l’autolesionismo è un modo per affrontare emozioni dolorose, pensieri o ricordi e non un tentativo di apportare un danno reale alla propria vita. Il dolore fisico dell’autolesionismo, cioè, può dare un certo grado di sollievo ad emozioni difficili da gestire.
Per i genitori che hanno a che fare con l’autolesionismo nell’adolescenza, perciò, è bene capire che esso di solito è un modo di sfuggire allo stress emotivo, causato da pensieri o ricordi difficili da gestire in maniera efficace.

I fattori di rischio dell’autolesionismo nell’adolescenza

L’autolesionismo adolescenziale può essere correlato ad una gamma di problemi tra cui:

  • Bullismo dentro o fuori scuola
  • Stress e depressione
  • Preoccupazioni in famiglia
  • Traumi infantili o abusi
  • Altri problemi di salute mentale.

Come affrontare l’autolesionismo degli adolescenti

Capire perché nostro figlio ricorre a comportamenti autolesionisti può essere davvero difficile e arduo. Proprio per questo è importante ascoltare e capire, invece di giudicare. Alcune tra le motivazioni che diversi adolescenti intervistati hanno dato per spiegare il loro comportamento autolesionista, infatti, includono:

  • Incapacità di esprimere sentimenti forti, complicati o nascosti
  • Dimostrare di non essere invisibili
  • Sentimento nel controllo
  • Ricerca di un immediato senso di sollievo
  • Necessità di sostegno (ma non ricerca di attenzione)
  • Fuga da eccessive attenzioni

Qualunque sia la ragione del comportamento autolesionista di vostro figlio adolescente, tuttavia, è importante fare riferimento ad un aiuto professionale che gli permetta di riconoscere non solo il motivo di tale condotta, ma anche per imparare nuove abilità e comportamenti funzionali a gestire le emozioni difficili.

A quali comportamenti stare attenti

Spesso è difficile individuare i segni di autolesionismo, poiché i ragazzi cercano di tenerli nascosti. A volte potranno verificarsi “inspiegabili” infortuni oppure si potranno notare atteggiamenti strani quali:

  • Uso di vestiti a maniche lunghe con il caldo
  • Occultamento dei vestiti per lavarli separatamente
  • Strane scuse per le ferite.

Poiché il comportamento autolesionista viene spesso nascosto, i segni possono non essere evidenti ed essere ben camuffati. Ecco perchè, prima di parlare e peggiorare la situazione, è bene osservare attentamente senza fare pressioni e poi rivolgersi ad uno specialista della salute mentale in età adolescenziale.

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Articolo scritto da: Cinzia Rampino

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