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Metodo Stark, ecco in cosa consiste il cesareo dolce

Mamma - 10 maggio 2017 Vedi anche: Gravidanza e Parto

Si parla sempre più spesso di metodo Stark e di parto cesareo dolce, una procedura chirurgica meno invasiva che rende il post operatorio meno traumatico e doloroso. Ecco cosa c’è da sapere e cosa cambia con questo metodo rispetto al taglio cesareo tradizionale.

Di parto cesareo dolce si sente parlare molto spesso, ma non tutti sanno esattamente di che si tratta. All’estero lo chiamano Metodo Stark: parliamo di un tipo di parto con taglio chirurgico che però rispetto al parto cesareo classico è meno invasivo.

Il cesareo dolce non è altro che una variante del taglio cesareo normale che qualcuno chiama appunto piccolo taglio cesareo perché per il corpo della partoriente è meno invasivo e meno traumatico. L’idea su cui si basa il Metodo Stark è proprio quella di limitare al massimo il taglio dei tessuti, anche se questo sicuramente comporta più difficoltà per il personale medico, che dovrà lavorare attraverso un taglio di appena due centimetri. In questo modo, però, si evita di danneggiare troppo i tessuti per cui saranno necessari anche meno punti di sutura.

Con il Metodo Stark, in pratica, invece di incidere i vari strati della parete addominale si pratica un’incisione soltanto sulla pelle e sulla parete dell’utero, per cui sarà compito del chirurgo farsi strada tra le fasce addominali senza tagliare nulla. Tra l’altro questo tipo di cesareo, anche se apparentemente sembra più complicato, ha una durata decisamente breve, circa 30 minuti o poco più in relazione al caso. Il taglio dunque non soltanto è piccolo, ma viene richiuso con punti di seta, che poi verranno rimossi entro pochi giorni. Il peritoneo e i muscoli dell’addome, inoltre, non vengono ricuciti perché ci rimarginano da soli. Quindi un altro vantaggio per la mamma è che il post operatorio è decisamente più rapido e provoca in genere meno disagi rispetto al parto cesareo tradizionale.

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