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IL PEDIATRA RISPONDE

Il Dottor Alberto Ferrando è Pediatra, Presidente dell’Associazione Pediatri Liguri e Vicepresidente della Società Italiana di Pediatria della Liguria. Istruttore Nazionale Rianimazione cardiopolmonare e defibrillatore. Formatore di Corsi di Primo Soccorso Pediatrico. Collaboratore a trasmissioni televisive e quotidiani su temi pediatrici. Risponde alle domande delle mamme cercando di aprire un dibattito tra medico e genitore, orientato a decifrare i bisogni dei bambini.

News scuola: solo frutta a merenda? Ad alcuni sembra una "imposizione inaccettabile".

Mamma - 8 marzo 2017

In una scuola italiana dare solo frutta a merenda ai bambini è sembrata una imposizione. Vediamo che cosa è accaduto, che cosa è stato deciso e come orientarsi su questa materia.

E’ di qualche giorno fa’ la notizia di una delibera di una scuola di Bologna che ha “imposto” ai bambini di mangiare solo frutta e verdura per merenda. Il provvedimento, però, non è piaciuto a molti dei genitori degli alunni che hanno invocato la libertà di scelta, lamentando “disagi” di varia natura.

Qual è il modo corretto di vedere la cosa?

Cerchiamo di fare il punto.

Mangiare sano fa parte della educazione che i genitori e le istituzioni educative debbono dare ai figli. Tuttavia, è anche molto importante che genitori e figli abbiano consapevolezza di che cosa significhi una sana alimentazione, evitando così, di sentirsi costretti, dalla scuola di turno, a subire vere e proprie “imposizioni” alimentari.

 

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In particolare, i genitori devono sapere che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), riguardo alle strategie di marketing dei cibi, nei confronti dei bambini, dice: “Tutti i posti dove si riuniscono bambini dovrebbero essere liberi da ogni forma di commercializzazione di cibi ricchi di grassi saturi, acidi grassi trans, zuccheri liberi o sale. Tali ambienti includono, ma non sono limitati ad, asili, scuole, cortili delle scuole e degli asili, terreni di gioco, cliniche pediatriche, consultori familiari, e manifestazioni sportive e culturali collegate a questi ambienti.”

Detto ciò, è anche molto importante che la Scuola dialoghi e non imponga, mentre i genitori –caso di Bologna a parte – entrino il più possibile nel merito del discorso sull’alimentazione dei figli e ne comprendano il senso ultimo.

Non solo perché l’obesità infantile cresce ogni anno di vari punti percentuali, ma anche perché, estremismi a parte, è bene che si giunga il più presto possibile ad un compromesso salutista condiviso ed efficace… dei bambini in primis!

Articolo scritto da: Dottor Alberto Ferrando

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