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Scopriamo cos'è l'umeboshi e perché fa bene

Cucina - 13 marzo 2018 Vedi anche: Medicina naturale, Salute

Sapete cos'è l'umeboshi e perché fa bene? Ecco tutto quello che c'è da sapere di questo super-cibo che, come sempre, arriva dal Giappone, patria dalla longevità.

L’umeboshi è un condimento fatto con le popolari prugne giapponesi (ume) mature e salate. L’umeboshi, inoltre, è uno dei noti e tanto ricercati super-alimenti, entrato ufficialmente anche nella categoria della cucina macrobiotica.

Ma scopriamo cos’è l’umeboshi e perché fa bene!
L’umeboshi è un condimento che si prepara utilizzando le prugne dell’albero giapponese Prunus mume. Grazie alla presenza di tanto beta-carotene, l’umeboshi ha un colore naturale bruno-aranciato, ma spesso viene ulteriormente colorato con foglie rosse di shiso allo scopo di conferirgli un colore più acceso. Il suo gusto è tra l’acido e il salato a causa dalla macerazione delle prugne umeboshi nel sale.

La preparazione dell’umeboshi prevede che i frutti freschi e maturi vengono lavati, asciugati e tenuti in infusione nell’acqua per toglierne l’amaro. In seguito vengono asciugati e disposti in un recipiente, per poi essere spruzzati con acquavite. A questo punto gli si aggiunge il sale e l’umeboshi viene fatto fermentare con le foglie di shiso per 4-5 settimane.

Ma quali sono i benefici di queste prugne secche e perchè si dice che l’umeboshi faccia così bene? Queste prugne secche hanno un effetto fortemente alcalinizzante, tanto che i giapponesi usano mangiarli per alleviare:

  • Affaticamento
  • Nausee della gravidanza, mal d’auto o mal di mare
  • Problemi di digestione (è stato definito l’”Alkaselzer giapponese”)
  • Postumi della sbornia

Inoltre l’umeboshi supporta le funzioni epatiche e neutralizza il senso di fatica. Come rimedio, l’umeboshi viene tradizionalmente usato per problemi digestivi, per raffreddori, febbre o problemi intestinali. Secondo l’antica medicina cinese, il maggior effetto delle prugne umeboshi è quello di far scaricare o equilibrare gli eccessi di sostanze che danneggiano il fegato, i reni ed i polmoni (ad esempio muco e acidi, che creano le condizioni ideali per un’infezione batterica) oltre a innumerevoli altri problemi.

E’ risaputo, poi, che un nocciolo di prugne umeboshi succhiato per 3-4 ore farà scomparire il mal di gola. Se vi state chiedendo dove trovare l’umeboshi o come mangiarlo, ebbene, sappiate che esso è, più che un frutto, una sorta di salutare e gustoso condimento. In Giappone molte persone cominciano la giornata bevendo una tazza di tè verde accompagnato da umeboshi, ovvero prugne fermentate sotto sale. Soprattutto, l’umeboshi si consuma come condimento per il riso bianco bollito.

Inoltre, con il termine umeboshi acidulato, ci si riferisce anche all’aceto di umeboshi, ottenuto scolando il liquido acido e salato che si produce dalla stagionatura delle prugne. Quest’ultimo si utilizza per condire zuppe, stufati, spezzatini e insalate. Anche la pasta di umeboshi può essere consumata spalmandola su una fetta di pane tostato con avocado e uova in camicia, perfetta per la colazione o un brunch.

Tuttavia, trattandosi di un cibo salato e fermentato, sono stati riscontrati anche degli effetti collaterali dell’umeboshi. Le controndicazioni dell’umeboshi sono associate alla loro presenza di sale e zucchero, motivo per cui il consumo di umeboshi viene sconsigliato nei casi di ipertensione.

In tal caso, invece di consumare le prugne macerate, si può usare il bainiku ekisu, ossia l’estratto di prugna, un liquido scuro e vischioso ottenuto dalle prugne ume cotte. Quest’ultimo, come l’umeboshi, è ricco di tutti gli ingredienti attivi del frutto, ma in una forma concentrata, e può essere aggiunto ad acqua calda e miele per essere bevuto come tonico e corroborante.

L’estratto di prugne secche viene anche venduto in forma di pastiglie di umeboshi ed è chiamato in giapponese Meitan. Le pastiglie di umeboshi Meitan vengono usate comunemente come rimedio per problemi digestivi e di nausea. Quelle originali giapponesi, distribuite in Italia da NaturaSì, sono confezionate in un pratico stick apri e chiudi, da portare sempre in borsa e in valigia, in caso per esempio, di mal d’auto.

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